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dopo l’addio a sondrio 

Caricento, slitta la scelta del nuovo presidente

Stefano Ciervo
Caricento, slitta la scelta del nuovo presidente

Il Cda della prossima settimana non sarà decisivo, si aspetta l’assemblea L’operatività della banca non è comunque condizionata dalla “vacatio”

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L’individuazione del nuovo presidente della Cassa di Risparmio di Cento può attendere. Nel Consiglio di amministrazione già programmato per il 29 ottobre, dove si comincerà ad impostare l’assetto della banca post-fallimento della trattativa di fusione con PopSondrio, non si procederà con tutta probabilità alla cooptazione di due nuovi consiglieri né alla nomina del presidente. L’uscita del lombardo Annibale Morelli, assieme all’altro consigliere di nomina valtellinese rimasto nel Cda, lascia in effetti un vuoto al vertice della banca ma non è la prima volta, nemmeno a livello nazionale, che questo succede e i tempi per la sostituzione non saranno immediati. Si parla di un’assemblea a cavallo di fine anno, più probabilmente entro gennaio 2020. Nel frattempo qualcosa dovrà per forza sbloccarsi ai vertici della Fondazione, l’azionista di maggioranza al quale spetta l’onere d’indicare i nuovi amministratori.

vantaggi tecnici

L’attuale assetto di vertice della banca poggia sui cinque consiglieri rimasti in carica, cioè il vicepresidente Mauro Manuzzi, Giorgio Garimberti, Mauro Cremonini, Gian Paolo Martini e Nicoletta Marini, e sul direttore generale Ivan Damiano. Il numero minimo dei consiglieri è sette, in assemblea sarà necessario rinnovarne però quattro poiché due sono stati cooptati dopo le dimissioni dei primi due consiglieri nominati su indicazione di Sondrio. La “sostenibilità” temporanea di un assetto di questo genere è garantita nella sostanza, è la certezza infusa ai vertici della banca, dall’assetto che non prevede ad esempio un Comitato credito guidato dal presidente del Cda, come succede in altri istituti. Qui l’operatività nella concessione dei crediti, anche di maggiore consistenza, è una competenza del direttore generale, con tutti i meccanismi di garanzia propri di una banca.

Il 29 ottobre potrebbe invece uscire il nome dell’advisor al quale Caricento si appoggerà per la definizione di un piano industriale triennale completamente svincolato da Sondrio o da scenari di altre alleanze.

futuro da scrivere

La banca dovrà però fare i conti con i vincoli posti alla Fondazione dall’accordo Acri-Mef, che prevede una discesa al di sotto del 33% del patrimonio complessivo dell’ente in un singolo soggetto, in questo caso appunto Caricento spa, entro cinque anni dalla firma. La scadenza è fissata per la primavera del 2020, ma anche solo per attivare qualsiasi scenario alternativo alla trattativa tramontata con Sondrio è necessario varare un Consiglio di amministrazione nel pieno dei suoi poteri. Lo scontro in atto tra il presidente in proroga Cristiana Fantozzi e parte del Consiglio d’indirizzo, venuto a galla già prima dell’addio dei valtellinesi, di fatto sta però bloccando la Fondazione, a partire dal regolamento sulle nomine che a questo punto non si sa se e quando verrà varato.

I piccoli azionisti di Caricento assistono inquieti: «Diventeremo sempre più intransigenti nei confronti degli amministratori sia della banca che della Fondazione, in attesa dell’assemblea» annuncia Marco Mattarelli. —

Stefano Ciervo

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