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Il pasticcio corre in pista «Il Comune sapeva tutto»

Annarita Bova
Il pasticcio corre in pista «Il Comune sapeva tutto»

Ragazzi (Cum): «La struttura era stata autorizzata e le gare erano pubbliche» Contestata anche la valutazione delle operazioni di ripristino dei luoghi

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Il presidente del Cum (Consorzio uomini Massenzatica) Carlo Ragazzi, consigliere comunale, sulla questione pista da motocross fa sentire la sua voce «perché un cosa è la propaganda politica, un’altra la realtà raccontata dai documenti». Atti amministrativi, comunicazioni della polizia locale, stampate con i risultati sportivi, per sostenere, carte alla mano, che il circuito e la struttura amovibile erano stati autorizzati a partire dal 2004 come area privata di allenamento e che il Comune sapeva delle manifestazioni sportive e delle gare che lì invece si svolgevano. «Mentre il Cum denunciava le irregolarità, sollecitando anche la Prefettura ad intervenire».

L’amministrazione comunale, intanto, dopo una serie di accertamenti, ha fatto chiudere il sito e chiesto il ripristino dei luoghi.

davanti ai giudici

Al momento ci sono due contenziosi aperti: quello del Cum con il suo affittuario che da anni non versa il dovuto, con un ammanco che ha raggiunto la cifra di dodicimila euro, e quello tra lo stesso consorzio e il Comune sul ripristino dei luoghi, operazione per la quale l’amministrazione ha avvisato il Cum che sarà chiamato a pagare 47mila euro, il costo dell’intervento che non stanno facendo né l’affittuario né il proprietario del terreno e che sarà dunque affidato ad un terzo. «E qui il sindaco sbaglia su due fronti – incalza Ragazzi – Il Consiglio di Stato ha da tempo stabilito che finché il proprietario non rientra in possesso del bene, non può partire il conto alla rovescia per un intervento di quel genere; oggi io non potrei intervenire su un campo che è ancora nella disponibilità del nostro affittuario, commetterei un abuso. E anche sulla cifra ha preso una cantonata perché è stato utilizzato il prezziario per gli interventi edilizi, non i parametri di un intervento di movimento terra che è molto meno dispendioso». La controprova sarebbe nell’assicurazione sottoscritta assieme al contratto di affitto per coprirsi in un caso simile: vale una copertura di diecimila euro.

«La questione pista ben racconta come l’amministrazione ha lavorato e continua a lavorare - dice Ragazzi -. Il punto è che le autorizzazioni all’attività sono state date, la pista ha sempre lavorato e tutti sapevano delle gare visto che il gestore ha dato informativa agli uffici competenti. Perché nessuno ha detto niente? Perché per anni l’attività è stata svolta sotto gli occhi di tutti e senza che nessuno si ponesse il problema? Finirà che il sindaco dovrà procedere nei confronti dei suoi funzionari?».

C’era un tempo in cui la pista era anche la cornice di una passerella. Alle premiazioni delle gare c’erano tutti, amministratori e uomini del Cum. Poi cosa è successo? «È successo che noi ci siamo accorti di diverse anomalie e ci siamo resi conto della pericolosità di quella attività. Non possiamo permettere che sia sul nostro terreno...» —



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