L’attore-richiedente asilo accolto da Ferrara Off respinto dalle istituzioni
La storia di Odijeie in fuga dalla Nigeria
la storia
Rischia ora l’oblio più che l’espulsione il migrante-attore che sognava di diventare uno di noi anche attraverso il linguaggio universale del teatro. Odijeie Saturday, richiedente asilo nigeriano sbarcato nel 2014, ha visto bocciare qualche giorno fa la sua richiesta di protezione umanitaria anche dalla Corte di Cassazione che non si è fatta intenerire nemmeno dal racconto del suo percorso d’inserimento lavorativo all’interno dell’associazione culturale Ferrara Off. «Abbiamo dovuto interrompere il nostro rapporto contrattuale con Odijeie già dopo la prima sentenza e siamo tutti davvero dispiaciuti» spiega Marco Sgarbi, presidente dell’associazione. Il giovane nigeriano aveva iniziato con lavori di manutenzione ma aveva finito con il partecipare attivamente, sul palco, alle rappresentazioni di Alfonso d’Este, grazie alle coreografie di Elisa Mucchi.
Il percorso d’inserimento stava insomma filando bene, «è un ragazzo che non ha mai avuto problemi con la giustizia» sottolinea Sgarbi, quando sono arrivate le mazzate in serie delle corti di giustizia: prima il tribunale di Venezia (Odijeie è stato affidato ad una coop di Occhiobello), poi la Corte d’appello sempre del capoluogo regionale veneto e infine della Cassazione. «Il ricorrente si limita a dedurre genericamente il proprio inserimento sociale e lavorativo in Italia, ed afferma apoditticamente la propria condizione di vulnerabilità» recita la sentenza.
Aveva lasciato la Nigeria a causa di un’esplosione che aveva distrutto il negozio della madre, ma dimostrarlo è risultato impossibile e il resto a quanto pare non conta. —
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