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santa maria codifiume 

Canali e pesca di frodo La Lega chiede una legge su misura

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santa maria codifiume. Non si arrestano i casi di pesca di frodo lungo i corsi d’acqua dell’Emilia Romagna. «È fondamentale che la Regione metta immediatamente mano a una legge, condivisa, che preveda l’affidamento della gestione delle acque alle associazioni di pesca sportiva i cui volontari assicurino una presenza e una vigilanza continua». È l’appello che lancia la senatrice della Lega, Lucia Borgonzoni, candidata presidente dell’Emilia Romagna dopo che, a Santa Maria Codifiume, nel canale Fiumazzo, la Polizia provinciale ha rinvenuto e sequestrato attrezzature da pesca messe in acqua illegalmente.

«Il Pd non ha alibi - aggiunge - non scarichi sulle opposizioni la colpa dei suoi ritardi. Si converga su un testo che sia realmente frutto di un’ampia condivisione con pescatori sportivi, associazioni, forze dell’ordine impegnate sul territorio, e di tutti i volontari che presidiano i corsi d’acqua. Condivisione che la Lega in questi anni ha trovato e che ha sostenuto in ogni sede».

vigilanza

«Appena vinceremo la Regione siamo pronti a condurre finalmente in porto la legge per l’affidamento della gestione delle acque alle associazioni di pesca sportiva i cui volontari assicurino una presenza e una vigilanza continua», fa eco il capogruppo della Lega in Regione, Stefano Bargi con il consigliere Andrea Liverani. «La pesca di frodo è una minaccia che vogliamo combattere insieme, con ferrea volontà politica di dare concretezza alle tante e utili proposte emerse. Ci chiediamo dove sia il capogruppo Pd, Paolo Calvano che sulla stampa si fregia di risultati mai ottenuti». —

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