Via Verga e zona Barlaam Così si sta allargando la “mappa” del traffico
Massiccio presidio delle forze dell’ordine nell’area del quartiere Gad Cresce la preoccupazione di chi abita nelle nuove vie della droga
il report
Non solo Gad. Il quartiere più bersagliato dallo spaccio lascia un po’di posto ad altri quartieri. Ieri mattina la Polizia locale era qui, nei giardini del Grattacielo, assieme ad una pattuglia dei carabinieri.
Offerta e domanda
Ma la mappa dello spaccio si allarga. La droga corre nelle tasche degli spacciatori, extracomunitari ma anche uomini dell’est Europa. E anche italiani, e ferraresi. «Se gli extracomunitari trovano da vendere la loro “roba” – ci dice un cliente del bar Prisma, mentre la titolare annuisce ma ci chiede di mantenere l’anonimato – vuol dire che qualcuno dei “nostri” compra». Abbiamo da poco lasciato i giardini del Grattacielo. Siamo in piena zona Barlaam, in Via Vasco Zappaterra, una strada breve che disegna una curva e si spegne in un parchetto. Foro Boario, un tempo “la via del cinema Alexander”, è a poche decine di metri. Il massiccio presidio ed i controlli ormai giornalieri di carabinieri, polizia e di tutte le altre forze dell’ordine, stanno modificando la geografia di questo triste traffico, modificando nel contempo anche le scelte dagli spacciatori che sotto il Grattacielo (dove proprio ieri mattina la Polizia locale, grazie ai cani antidroga, ha trovato alcune dosi di marijuana da 2 grammi nascoste tra le radici di un albero) non si sentono più sicuri. Lo dicono gli abitanti, le forze dell’ordine non bastano a rassicurarli. «Da queste parti, su questo viale – dice una donna che incrociamo in via Barlaam – lo spaccio c’è da tempo. Qui quando metti le mani in qualche cespuglio hai ottime possibilità di trovare una bustina di droga». Infilata nelle fessure dei tronchi degli alberi, incastrata in qualche inferriata rotta o arrugginita. Anche da queste parti i nascondigli cambiano ogni giorno, anche ogni ora. La “merce” viaggia di mano in mano velocemente, «le vedette sono ad ogni angolo», raccontano altri residenti, e i “magazzini” provvisori vanno riempiti. Un traffico mai come in questi anni combattuto dalle forze dell’ordine: per carabinieri, Polizia locale, Polizia di Stato arrivare in queste zone, magari partendo dal Gad, è difatti lavoro quotidiano. Ed i risultati si vedono. «La nascondono un po’ dappertutto – dice una signora che abita in via Verga, altra strada di nuova espansione per chi spaccia – e mi raccontano che in quel sottopasso (quello che collega via Verga a via Gandini, ndr) di notte c’è un gran andirivieni, soprattutto di persone in bicicletta».
i due sottopassi
C’è un altro sottopasso tenuto sotto controllo: è quello che da via Ippolito Nievo conduce a via dello Zucchero. Zone riparate, buie, in cui la vita di chi spaccia può apparire più semplice. Funziona più o meno sempre allo stesso modo: lo spaccio (cocaina, marijuana, eroina) è soprattutto serale. È “lavoro” crepuscolare. Se fai qualche cenno alla persona “giusta”, questa si avvicina e ti chiede cosa vuoi. Ma la droga non è lì, non è in tasca alla persona “giusta”. Questa avvisa col telefonino un complice che, se tutto fila liscio, arriva, ti consegna la droga e ritira il danaro. Spesso, soprattutto ultimamente, carabinieri e polizia filmano queste scene e arrestano chi spaccia. E la battaglia continua. —
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