«Striscione da rimettere» E Fabbri risponde di sì
il caso
Non c’è ragione di non rimettere subito al suo posto lo striscione per Giulio Regeni, non più esposto sullo scalone da sabato mattina, dopo un atto vandalico, e custodito in Comune. A dirlo è Luigi Franchini, di Amnesty International Ferrara, che assieme agli attivisti ferraresi sta seguendo la vicenda, «il Comune ci ha riferito del danneggiamento che però non ci sembra tale da impedirne l’esposizione. In attesa degli sviluppi delle indagini su quanto successo, quindi, auspichiamo che lo striscione torni ad essere esposto sullo Scalone».
E il sindaco Alan Fabbri, dopo aver polemizzato via social con alcuni commentatori del post di Ilaria Baraldi (Pd) che chiedeva lumi su quanto accaduto («i leghisti cattivi non c’entrano nulla»), ha risposto subito «sì, lo rimetteremo». Il sindaco ha chiarito che non è stato il Comune a prendere l’iniziativa di rimuovere lo striscione: «È stato trovato per terra sabato mattina e consegnato al custode del Comune da due agenti della Digos che erano sul posto perché c’erano diverse iniziative da monitorare in città - ha detto all’Ansa - Amnesty International Italia è stata già informata dell’accaduto e ora aspettiamo che laPolizia locale visioni il filmato delle telecamere di sorveglianza che faranno luce su quanto è successo». Il risultato dell’atto, che si presume doloso, è di aver bruciacchiato i sostegni e un lembo dello striscione.
Quanto agli affondi dem, ecco la risposta di Fabbri: «Non voglio banalizzare. Bisogna condannare ogni atto vandalico, tanto più a un simbolo di questo tipo, ma mi fa specie che subito da alcuni consiglieri comunali si lanci un grido d’allarme». —
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