Cultura d’impresa nelle donna Racconti di chi si mette in gioco
«Trasmettere cultura d’impresa, raccontare le nostre storie per stimolare nelle ragazze e nei ragazzi la curiosità e la voglia di mettersi in gioco. Le donne, da questo punto di vista, hanno molto da raccontare: nel corso della loro vita imprenditoriale si sono spesso scontrate con il pregiudizio, hanno dovuto essere forti per andare avanti. Dar loro visibilità può incoraggiare altre ragazze a mettersi in gioco e avviare una propria attività».
Jessica Morelli, imprenditrice della comunicazione e presidente provinciale di Cna Impresa Donna spiega così l’importanza di “Tecniche d’impresa”, un incontro organizzato da Cna Ferrara per mettere a confronto le donne imprenditrici con le scolaresche ferraresi. L’incontro ha visto protagoniste Silvia Vertuani (Ambrosialab) Giulia Bratti (Grafica Andros), Simona Andalini (Pastificio Andalini) e Marisa Paternò (Zenith Ingegneria): in platea studenti e docenti dell’Istituto Tecnico Bachelet, dell’Istituto Professionale Einaudi e della scuola media Boiardo; cinque classi, oltre cento studenti.
Silvia Vertuani è contemporaneamente docente universitaria e imprenditrice con la società Ambrosialab (attiva nel campo della ricerca cosmetica e fondata insieme al professor Stefano Manfredini): «questa duplice identità – spiega – oggi è un vantaggio importante: il know how acquisito come imprenditrice ora lo porto in aula come docente. Le conoscenze che trasmetto ai miei studenti non sono frutto unicamente della ricerca scientifica ma anche di una lunga esperienza sul campo».
Per Simona Andalini essere imprenditrice ha significato entrare nell’azienda di famiglia, l’importante pastificio centese che opera dal 1956: «ho fatto la gavetta in azienda e soprattutto ho dovuto dimostrare le mie capacità, far capire a tutti che non ero solo la figlia del titolare». —
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