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La Casa degli orrori è pronta per Halloween Incassi in beneficenza

Alessandro Bassi

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COPPARO. Presentata la nuova edizione di Ynferis, la Casa della paura, aperta la notte di Halloween a Copparo.

La nuova edizione torna in centro, sia pure in una nuova ed affascinante location: la Galleria Alda Costa e la parte posteriore del municipio, con un percorso studiato e realizzato dai volontari che daranno vita alla manifestazione. Lo hanno spiegato l’assessore Bruna Cirelli, la presidente di Pro Loco Cristina Barboni, quella dell’Ente Palio Raffaella Zanetti e i rappresentanti dei tre rioni partecipanti: Alessandra Gozzi per la Dezima, Patrizia Brunetti per la Mota e Massimo Ronconi per il Furnas. Alla manifestazione collaboreranno anche Com Art e Mattia Eventi di Copparo.

Ci si rivolge ai bambini ed alle famiglie in generale. Si entra nel percorso dall’ingresso della piazzetta pedonale posteriore al Comune vicino all’ospedale, ci si immette nel percorso con gazebo e altro passando anche per il giardinetto e si entra nella galleria, terminando il percorso ed uscendo dal passaggio tra Comune ed ex caserma. Ci saranno le attrazioni, curate e perfettamente realizzate (su tutto il percorso si impegneranno una sessantina di volontari).

L’inizio della manifestazione è fissato per le 20 di doamni e si va avanti fino a notte. Si entra a piccoli gruppi, meglio se accompagnati da un adulto, per dare una migliore prova del circuito ai partecipanti all’esperienza. Dato che comunque è Halloween, anche se la proposta è completamente slegata da tradizioni celtiche e nord europee, prima di aprire la Casa della paura i ragazzi truccati e mascherati gireranno a distribuire dolcetti e caramelle. L’ingresso a Ynfernis è ad offerta libera, ma non si tratta di autofinanziamento per gli organizzatori (che raccoglieranno fondi in altri modi e in altre manifestazioni), bensì di beneficenza, perché gli incassi andranno a due associazioni di volontariato, ossia Vola nel Cuore e Ais Lowe di Formignana, quest’ultima una realtà che sostiene i giovanissimi malati della sindrome di Lowe. —

Alessandro Bassi

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