Sant’Anna, assistenza garantita «La sicurezza viene rispettata»
L’azienda ospedaliera replica al sindacato degli infermieri Nursing Up Gli aumenti delle degenze compensati dall’incremento del personale
Nessun problema di sicurezza nell’assistenza ai degenti all’ospedale Sant’Anna di Cona.
«Non si può sfruttare il tema della sicurezza per interessi particolari, ancorché legittimi - ribatte l’azienda ospedaliera al sindacato degli infermieri Nursing Up – Così facendo non si risolve nessun problema ma si crea un inutile allarme sociale».
La risposta
Il Sant’Anna precisa che «nel nostro ordinamento la qualità e la sicurezza sono perseguite tramite il sistema dell’accreditamento istituzionale che, in Emilia-Romagna, prevede una dotazione minima per le unità mediche internistiche che equivale a 100,59 minuti di assistenza al giorno per paziente. In Lombardia, per esempio – prosegue l’azienda ospedaliera – si attesta su 120 minuti (resi esclusivamente da infermieri), mentre in Veneto sui 190 minuti (di cui il 60% può essere reso da Operatori Socio Sanitari)».
I dati
Il Sant’Anna calcola che «nel nostro ospedale, anche se tutti i letti disponibili (compresi quelli aggiuntivi) delle medicine interne e della geriatria fossero occupati, i minuti assistenziali sarebbero comunque 185 complessivi (131 resi da infermieri e 54 da oss). Non è pertanto possibile sostenere che possano essere presenti problemi di sicurezza correlati a carenza di personale».
Posti letto
L’azienda aggiunge che a Cona viene garantita «la dotazione di personale necessaria all’assistenza di un numero di pazienti coincidente con il numero di letti a disposizione, anche qualora non fossero occupati. E quando vengono incrementate le dotazioni di letti, la direzione incrementa parallelamente quelle di personale necessarie a garantire l’assistenza ai pazienti ricoverati. Infatti l’allargamento della disponibilità dei letti della Medicina d’Urgenza, garantiti nei primi mesi di quest’anno in corrispondenza del picco influenzale, fu accompagnato da contemporaneo e proporzionale incremento di personale (+7 infermieri, 6 Oss e “l’equivalente in tempo pieno” di circa 5 medici)».
Anche sui cosiddetti «ricoveri selvaggi» l’ospedale intende replicare. «Dal dicembre 2016, ovvero da quando si è modificata l’organizzazione ampliando la Medicina d’Urgenza e limitando al massimo i ricoveri notturni presso le aree di degenza, si sono registrati meno di 1 ricovero a notte sull’intero Dipartimento Medico (composto da 6 Unità Operative). Nell’ultimo mese di ottobre, a seguito dell’ulteriore aumento degli accessi, il numero dei ricoveri notturni – diretti nel Dipartimento – sono aumentati, pur rimanendo inferiori a 3 per notte».
Nessuno, inoltre, conclude il Sant’Anna, si è mai «sottratto alla discussione» con il sindacato. —
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