«Ci lasci un vuoto immenso» commosso addio a Paolo Resca
Dolore al funerale dell’uomo di 55 anni scaricato da un’auto in Via Primo Maggio Il pianto degli amici della contrada di San Paolo. Don Stefano: «Vivrai in tutti noi»
Si sono svolti ieri pomeriggio, nella chiesa parrocchiale di Cassana, i funerali di Paolo Resca, l’uomo di 55 anni stroncato da un malore il 12 ottobre scorso, e scaricato quella sera da un’auto in via Primo Maggio; abbandonato da una persona che si è poi presentata alle forze dell’ordine e che ora è indagata per omissione di soccorso.
il sagrato pieno
Un centinaio di persone, tra parenti e amici, hanno riempito la piccola chiesa della frazione che si trova alle porte di Ferrara, chiesa davanti alla quale fin dalle 14 (il funerale è iniziato alle 15 precise) si sono radunati gli amici di Paolo, quelli che con lui condividevano la grande passione per le attività della contrada di San Paolo di cui Paolo Resca era uno dei punti di riferimento. In particolare, Paolo era l’esperto dei giochi coi fuochi, coreografie che caratterizzano alcune delle esibizioni delle contrade in occasione di ricorrenze particolari. Una personalità forte, quella di Paolo, originale, capace di attirare su di sé, e ieri se n’è avuta conferma in chiesa, la simpatia ed il bene di tanti amici che ora lo piangono. Da Paolo, come raccontava davanti al sagrato un’amica prima del rito funebre, «si andava per chiedere un consiglio, sapendo bene che quello che si riceveva sarebbe stato sempre un parere sincero, fuori da ogni interesse personale. Questo era Paolo e così vogliamo ricordarlo», ha concluso l’amica. «Non si poteva non volere bene ad una persona come lui», ha detto asciugandosi le lacrime un altro dei tanti rappresentanti della contrada di San Paolo, e stesso concetto veniva ribadito da un altro amico appena fuori dalla chiesa, poco prima dell’inizio del rito.
stretti ai parenti
Tutti i presenti, insomma, si sono stretti alla sorella ed ai parenti più stretti in questo ultimo saluto. Dai volti e dalle tante lacrime versate in chiesa e fuori dalla chiesa, si è avuta la netta sensazione del vuoto lasciato da quest’uomo che, come ha ben ricordato don Stefano Zanella nella sua toccante omelia rivolta soprattutto ai familiari del defunto, «aveva saputo farsi ben volere grazie alla sua generosità, al fatto che tutti potevano trovare in lui una persona buona, disponibile, capace di confortare un amico». Notati in chiesa durante il funerale anche molti giovani, gli stessi che molto probabilmente si sono avvicinati alla contrada grazie anche all’esempio dato da Paolo Resca. —
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