Comune “bloccato” Scioperano 3 su 4
Il sindaco: un dipendente insultato perché ha lavorato» I sindacati: subito risposte o fermeremo gli straordinari
COMACCHIO. Hanno incrociato le braccia rimarcando punto per punto le rivendicazioni sindacali inascoltate da un anno, i dipendenti del Comune lagunare, trascorrendo la mattinata di sciopero davanti al Municipio a ribadire le ragioni di una protesta senza precedenti, che investe il mancato turn over di personale cessato per quiescenza o mobilità, ma anche problematiche legate alla sicurezza nei luoghi di lavoro e al benessere organizzativo.
L’adesione
Secondo le prime stime a disposizione delle organizzazioni sindacali, l’astensione dal lavoro ha già centrato un primo obiettivo, con un’ampia adesione dei lavoratori. Sarebbero circa 140 su 186 (75%) i dipendenti che, aderendo al primo sciopero generale dell’ente proclamato dal dopo guerra, hanno determinato lo stop per un’intera giornata all’erogazione dei servizi ai cittadini.
Uffici chiusi e servizi
Palazzo Bellini, sede della cultura locale e della biblioteca, chiuso, servizi commercio, sportello unico per le attività produttive, edilizia, urbanistica, lavori pubblici, Urp, servizi sociali e tributari chiusi. Risultavano aperti, con una sola unità operativa, l’ufficio di stato civile per eventuali registrazioni di nascite e decessi, la Polizia Locale con un ispettore e una pattuglia per ciascuno dei due turni di servizio e una squadra di protezione civile per eventuali emergenze.
Ma non sono mancati momenti di tensione, ha riferito il sindaco Marco Fabbri.
Insulti e querele
«Un dipendente è stato pubblicamente insultato da un collega per non avere aderito allo sciopero e per essersi recato al lavoro. Fare sciopero è un diritto, non una costrizione», afferma il primo cittadino, annunciando anche l’intenzione di querelare la rappresentante del sindacato Sgb, Vilma Fabbiani, che in un comunicato ha scritto come «sindaco e giunta hanno dimostrato poco interesse nei confronti dei dipendenti, se non per definirli “fannulloni”». «Non ho mai definito i dipendenti comunali “fannulloni” - replica Fabbri -, ma che ritengo sbagliato difendere chi è stato licenziato per assenteismo. Non ho ai detto di tagliare fondi, ma che bisogna premiare i più meritevoli. Non conosco questa signora Fabbiani, né credo di averci parlato, quindi tutelerò l’immagine dell’amministrazione che rappresento nelle sedi preposte».
Le rivendicazioni
Tornando ai numeri «la quasi totalità dei dipendenti del Comune di Comacchio ha aderito allo sciopero – ha dichiarato Luca Greco, di Fp Cgil –. Da un anno attendiamo ancora di essere convocati dalla giunta, dato che le questioni poste non sono solo tecniche, ma massimamente politiche. Inoltre, contrariamente a quello che dice il sindaco, il tema non è solo economico, ma politico, dal piano assunzionale, con incremento dei carichi di lavoro e disagi per chi resta dopo una riduzione di 20 unità, sinora non sostituite».
Il malumore serpeggiava in piazza Folegatti tra i tanti che, sfidando la pioggia e un viaggio da casa senza stipendio giornaliero, hanno voluto, con la loro presenza, ribadire le ragioni dello sciopero. La giornata di mobilitazione, tuttavia, ha avuto un risvolto solidale, perché «chiediamo – ha proseguito Greco –, che i soldi che ci rimettono oggi i dipendenti, vengano devoluti alle scuole e ai servizi sociali». Anche Francesco Bertelli, di Cisl Fp, ricordando che lo stato di agitazione proseguirà anche nelle prossime settimane, ha evidenziato come «questo è un segnale di cui l’Amministrazione dovrà tenere conto. In assenza di risposte scatterà il blocco degli straordinari». Sulla stessa lunghezza d’onda Leonardo Uba, di Uil Fpl: «È rimasto il muro contro muro. Il tema non è solo economico, ma se pensiamo che ci hanno proposto 5mila euro di incentivi solo per la Polizia locale e altri 10mila solo per il 25% del personale, dobbiamo riconoscere che sono briciole».
Katia Romagnoli
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