Diventare imprenditori La “lezione” ai detenuti
Cos’è una partita Iva? Come può un ex detenuto inventarsi un lavoro? Quali sono gli uffici ai quali rivolgersi una volta usciti dal carcere? Un tema non semplice, soprattutto se affrontato davanti ad oltre 100 detenuti a fine pena. A rispondere a queste domande ed a fornire anche qualche piccolo (e legale) “trucchetto” per inserirsi ancor meglio nella società civile, ci ha pensato Riccardo Bizzarri, sindaco di Masi Torello, tributarista e fiscalista. «Ognuno di voi – ha esordito Bizzarri, nella mattinata organizzata nella casa circondariale grazie all’impegno dell’associazione nazionale tributaristi – può diventare l’imprenditore di se stesso. La prima cosa che dovrete fare, se vorrete diventare, ad esempio, artigiani o commercianti, è aprire la famosa partita Iva di cui tanto sentite parlare. Mi rendo personalmente disponibile – ha proseguito Bizzarri – a rappresentare per voi un punto di riferimento dal momento in cui uscirete di qui». Dopo aver definito la comandante della polizia penitenziaria di Ferrara, Annalisa Gadaleta, «una visionaria, ma – ha subito chiarito Bizzarri – nel senso migliore del termine, nel senso cioè di chi indica una persona capace di indovinare le scelte migliori ed essere sempre all’avanguardia con le diverse attività che si svolgono all’interno di un carcere», Bizzarri (davanti a questore, prefetto e parte della giunta comunale) ha consigliato ai detenuti «di coltivare i loro sogni» anche nell’ottica di diventare un meccanico o un muratore.
«È di straordinaria rilevanza – ha concluso Bizzarri – ed è, nel contempo, una scommessa che un ex carcerato diventi un bravo imprenditore e che si prenda delle responsabilità importanti». —
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