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Paron: ministro, dia continuità alla Camera di commercio

Paron: ministro, dia continuità alla Camera di commercio

La presidente della Provincia ha inviato una missiva a Patuanelli per chiedere di modificare la normativa a favore dell’autonomia dell’ente

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Carta e penna per chiedere al ministro dello sviluppo economico garanzie per l’autonomia della Camera di commercio di Ferrara.

Barbara Paron, nelle vesti di presidente della Provincia di Ferrara, ha scritto una lettera al ministro Stefano Patuanelli per chiedere il superamento dello stallo normativo sulla riforma delle Camere di Commercio. Paron manifesta anche preoccupazione per il rischio commissariamento di uno degli enti più virtuosi in Italia, collegamento per tutto il territorio della provincia.

«La Camera di commercio di Ferrara – scrive la presidente al ministro – insieme ad altre 17 Camere di commercio (oltre il 20% dell’attuale numero) le ha inviato un documento – presentato anche al Suo predecessore – contenente proposte di miglioramento della riforma, proposte a mio avviso condivisibili, tenuto conto del ruolo istituzionale e di supporto al mondo imprenditoriale che la Camera svolge sul territorio, da sempre e in modo essenziale».

Interessi comuni

«L’Istituzione che rappresento - continua la presidente Barbara Paron nella sua lettera al ministro per lo sviluppo economico - infatti, dialoga, si confronta e collabora costantemente con la Camera di commercio che, presente direttamente sul territorio, è portatrice degli interessi delle imprese e riversa in importanti progetti le risorse che dalle imprese direttamente derivano, senza gravare sul bilancio dello Stato, permettendo anche alla Provincia di realizzare importanti interventi in coprogettazione».

Il pericolo

«Sono venuta a conoscenza – continua Paron – nei giorni scorsi, di una bozza di emendamento legislativo, che potrebbe essere inserito dal Governo in uno dei prossimi decreti, che, nel ribadire l’obbligatorietà degli accorpamenti tra Camere di commercio, ne prevederebbe addirittura il “commissariamento” qualora, entro il prossimo mese di marzo, non si accorpassero. A tale riguardo, non posso non sottolineare – analogamente, ad esempio, a quanto fatto all’unanimità dal Consiglio comunale di Ferrara e dalle Organizzazioni imprenditoriali ferraresi – la necessità di una modifica alla normativa vigente che, nel tener conto delle criticità fin qui emerse, renda volontaria la scelta sull’eventuale decisione di accorpamento della Camera di commercio di Ferrara al fine di salvaguardare l’identità e le specificità geo-economiche del territorio e di scongiurare i rischi derivati dalla desertificazione istituzionale». –

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