Mercato, nemmeno le festività fanno decollare gli affari
Per gli ambulanti è migliore l’ubicazione del venerdì, più centrale rispetto al lunedì «Ma anche qui permane la mentalità che se vendi per strada c’è meno qualità»
Non c’è festa che tenga... per gli affari del mercato settimanale che stenta a decollare nonostante l’avvicinarsi del periodo natalizio o i recenti ponti. C’è chi parla di una «strage», di affari che degenerano, qualcuno più positivo si limita ad un «dipende», dai giorni, dai clienti, ma soprattutto dagli articoli. C’è chi dietro bancarelle piene zeppe di maglioni di lana, sciarpe e cappelli col pelo, guarda con speranza all’abbassarsi delle temperature: «il caldo che ha resistito fino a poco tempo fa ha tenuto molti lontano dall’acquisto di indumenti pesanti - raccontano - ora speriamo di rifarci con l’arrivo del freddo».
gli ambulanti
«Va sempre peggio - dicono dalle bancarelle di corso Porta Reno - quest’anno è una strage, altro che feste. Non ci sono clienti e gli affari vanno male, nonostante questa sia una città turistica». L’ambulante vicino, fra i suoi maglioni di cachemire e lane pregiate, difende le sue scelte “incomprese”: «se vendi prodotti di qualità ti differenzi dagli altri - è la sua considerazione - ma la gente non capisce. Si cercano prodotti veloci, che non costano niente. E le cose vanno male, per una sommatoria di danneggiamenti: chi vende a poco e non paga tasse, e c’è anche chi vende l’usato e non lo dice.
In piazza Trento Trieste aleggia un «dipende»: «gli affari non dipendono tanto dai periodi di festa, a volte si vende di più certo ma non è una regola. Ci sono giorni in cui c’è più gente e gli affari vanno meglio e altri in cui va diversamente. «Dipende dagli articoli - spiegano dalle bancarelle all’inizio di San Romano - nei mesi di settembre oppure di ottobre è l’abbigliamento a fare andare meglio le vendite, invece nel mese di dicembre sono gli accessori ad essere più richiesti. Faccio venti mercati settimanali anche in altre città, a Padova per esempio, e non ho riscontrato tante differenze. Gli affari dipendono da ciò che vendi e in che periodo». E un ambulante in piazza Trento Trieste conferma: «andando verso Natale si comprano molti accessori, che sono facili da regalare, e va ancora l’abbigliamento al momento. Ma in Italia c’è ancora la mentalità che se vendi per strada allora sono prodotti di serie B, anche se sono le stesse cose che si trovano in negozio». I lavori sotto la Torre dell’Orologio hanno recentemente costretto una bancarella a spostarsi un po’ più in là: «ora siamo più in vista, più al centro della piazza - consideravano - una posizione è migliore, e noi speriamo che il freddo che ora è arrivato ci aiuti a vendere di più». Non è nei giorni di festa, comunque, che si fanno più affari: «anzi i clienti soliti che si fermano prima di andare in ufficio, se arrivano, vengono più tardi. C’è da dire che io faccio anche il mercato a Mantova, e quello di Ferrara è migliore». In città la preferenza invece è sul mercato del venerdì: «è migliore di quello del lunedì in piazza Travaglio». —
Giovanna Corrieri
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