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ieri riapertura ufficiale 

Il tempio di San Cristoforo si mette alle spalle il sisma Restauro da 1,2 milioni

Margherita Goberti
Il tempio di San Cristoforo si mette alle spalle il sisma Restauro da 1,2 milioni

Il vescovo Perego: quest’opera è il simbolo della speranza Deposte le corone  al famedio della Certosa  per i caduti di tutte le guerre 

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Riapertura ufficiale ieri della chiesa di San Cristoforo alla Certosa.

È stato scelto il giorno della Commemorazione Defunti e l’evento ha potuto beneficiare anche della messa che è stato officiata dal vescovo di Ferrara, Gian Carlo Perego. Una cerimonia che ha rivestito una grande importanza soprattutto perché si è colta la occasione per commemorare anche i Caduti di tutte le guerre. In più il momento è servito per riconsegnare ai ferraresi (e non soltanto a loro) un luogo a tutti particolarmente caro, sia storicamente che affettivamente per tutti i loro cari qui sepolti, come ha ben sottolineato l’arcivescovo Perego nella sua omelia.

«Un milione e 250mila euro il valore del restauro – ha ricordato invece il sindaco Alan Fabbri prima della funzione religiosa – che grazie ai fondi della Regione Emilia-Romagna hanno consentito ad un monumento risalente al 1452 di ritornare alla sua primitiva bellezza ed integrità. Un lavoro svolto in equipe – ha detto ancora il primo cittadino – e per questo ringrazio tutti coloro che hanno contribuito al suo recupero in particolare l’assessore regionale Patrizio Bianchi e il consigliere Paolo Calvano. Ricordo il prossimo importante appuntamento con la Feste delle Forze Armate il 4 novembre giorno in cui si ricorda la partecipazione del nostro esercito durante la I Guerra Mondiale».

Gli interventi eseguiti sulla chiesa hanno puntato al miglioramento strutturale ed alla riparazione dei danni subiti, naturalmente dopo aver protetto le opere d’arte presenti al suo interno. Si è proceduto, tra l’altro, a rinforzare le volte a crociera delle cappelle laterali, così come le cinque volte a vela nella navata centrale e nel transetto, sono state rifatte le coperture basse nord e sud, è stato rimaneggiato il coperto della chiesa e del campanile, tinteggiature e tanto altro ancora.

Sottolineata dalle splendide voci della Corale San Leonardo Abate di Masi Torello diretta dal maestro Gianmaria Raminelli, è poi iniziata la messa durante la quale anche l’arcivescovo ha ricordato la riapertura dopo il sisma del 2012, di San Cristoforo, «un luogo – ha detto l’arcivescovo di Ferrara – che attraverso la parola di Dio e quindi con la fede, ci fa riscoprire la speranza, perché la morte e la resurrezione di Gesù sono speranza di vita eterna». E sulla parola «speranza» ha poi proseguito il suo intervento, mettendo in evidenza come attraverso essa possiamo affrontare il presente anche se difficile e penoso, «ma soprattutto perché la speranza ricorda la presenza di Gesù fonte di sicurezza».

L’arcivescovo, infine, sulle note del Silenzio ha poi benedetto le corone che sono state poste davanti al famedio dei caduti. —

Margherita Goberti



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