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Sulla piattaforma di Unife si cercano nuove risorse per uno studio sull’atassia

Sulla piattaforma di Unife si cercano nuove risorse per uno studio sull’atassia

Lanciato il primo progetto di ricerca con crowdfunding sostenuto dall'ateneo

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FERRARA. Per Unife è il progetto di affaccio sul mondo del crowdfunding, al punto che almeno altri due sono già in coda per ricorrere allo stesso strumento di sostegno finanziario (il prossimo sarà caricato a dicembre).

Lo studio si presenta complesso perché mira ad accrescere le conoscenze sull’Atassia Spinocerebellare di tipo 2, «una malattia genetica neurodegenerativa che si manifesta intorno ai 30 anni e colpisce circa 3 persone su 100mila producendo disturbi del linguaggio, difficoltà di deambulazione, problemi cardiaci e morte entro i 20 anni dall’insorgenza», spiegano i responsabili della ricerca sulla piattaforma digitale Unifeel, predisposta da Dinamica Media.

Il lavoro d’equipe cerca di integrare diversi saperi e competenze. Il team è guidato da tre ricercatori: Francesca Salvatori, Peggy Carla Raffaella Marconi e Mariangela Pappadà.

Lo step minimo programmato è di 5mila euro, ma sono previsti altri tre “upgrade” finanziabili con un volume più alto di donazioni (8mila, 12mila, 20mila euro). Al crescere dell’importo donato sale anche la ricompensa. Fino a ieri il progetto ha raccolto 3.300 euro, con una percentuale di copertura del traguardo più basso pari al 66%. Alla scadenza mancano 55 giorni. «Il crowdfunding è una forma di finanziamento che non è ancora ben conosciuta dal pubblico – commenta Francesca Salvatori – In passato, quando abbiamo organizzato raccolte di fondi con specifiche iniziative per il supporto dei costi di ricerca abbiamo ottenuto comunque una buona risposta. Oggi puntiamo a raggiungere e superare, se possibile, almeno l’obiettivo minimo. Lo strumento è sicuro: si finanzia direttamente l’attività di ricerca, non ci sono costi organizzativi o di intermediazione». –

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