La Nuova Ferrara

Ferrara

Il processo a stefano tarascio 

Oltre quaranta truffe con le carte di credito «Condanna a 4 anni»

Usava codici clonati per comprare ticket e altro da rivendere La procura chiede il conto per raggiri a segno in mezza Italia 

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Il conto esatto lo farà il giudice il prossimo 14 gennaio, con la sentenza, ma mese più mese meno sono più di quattro anni di carcere: ieri per Stefano Tarascio, 30 anni, “re delle truffe” a Ferrara e ormai diventato un vero e proprio “pericolo sociale”- dicono gli inquirenti - la procura ha chiesto questa pena per 44 capi di imputazione.

Truffe coi ticket

Tutte truffe, che lui ha messo a segno usando codici di carte di credito rubati e clonati, comprando biglietti aerei (Ryanair, EasyJet, Volotea) e del treno (Ntv Italo, Trenitalia, Travelgenio). Biglietti che poi rivendeva, truffando una seconda volta i possibili acquirenti ai quali non inviava, poi dopo l’acquisito, i biglietti stessi. Il conto esatto non si sa perché appunto la pm Busato, in aula ieri mattina ha chiesto al giudice Lepore una pena iniziale di 1 anno e 8 mesi per il reato più grave (la truffa col pagamento finto per forniture alberghiere per 7.500 euro) e poi a crescere ha chiesto 15 giorni di carcere per oltre 40 capi di imputazione. E non finisce qui - spiega il suo difensore, Filippo Sabbatani che lo difende da anni - perché ormai Tarascio ha un cumulo pene, sempre truffe di ogni tipo, sempre con l’ausilio del web, di 8 anni. Tornando al processo di ieri la richiesta della procura è arrivata dopo indagini che hanno messo in luce la sua abilità nel reperire prima i codici di accesso delle carte di credito e poi usarli: soprattutto la sua abilità è quella di saper dove prenderli e trovarli nel mercato illegale, visto che il processo e gli atti raccontano che c’è un fiorente mercato anche di questo. Codici che vengono rubati da bande di hacker specializzati e poi rivenduti, ceduti. E così lui Stefano Tarascio ha truffato mezza Italia: le persone elencante nei capi di imputazione come vittime sono di Roma, Frosinone, Pescara. Lodi, Avellino, Napoli, Varese, Brescia, Firenze, Como, Genova, Pistoia, Iglesias, Milano, Salerno e Verona. Un giro d’Italia delle truffe che lui metteva a segno inserendo i codici segreti (clonati) dei proprietari delle carte di credito: comprando anche biglietti per sé e la famiglia (quanto tornavano al Sud, a Salerno, a casa loro) ma per la maggior parte piazzandoli sul web o sui siti di compravendita on line. Un giro di affari, non calcolato dagli atti, ma che sommando le cifre elencate nei 44 capi di imputazione arriva a 20mila euro.

In cella per un’auto

E ribadiamo, questa è solo una piccola parte dell’attività di truffatore di Tarascio. Che si trova in carcere, detenuto proprio per truffa, messa a segno per un’auto fantasma venduta e mai consegnata e poi arrestato dai carabinieri. Ieri dal carcere, è arrivato in aula, ha salutato moglie e parenti e poi ha ascoltato da solo in aula (il processo a porte chiuse perché in abbreviato) la richiesta del pm. Il 14 gennaio prossimo saprà se aggiungere al cumulo pene di oltre 8 anni anche questa ultima condanna a 4 anni. —

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