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Una lettera al sindaco «Mi chiamo Alessio e voglio la mia scuola»

Piergiorgio Felletti
Una lettera al sindaco «Mi chiamo Alessio e voglio la mia scuola»

I bambini dell’istituto tuttora inagibile chiedono informazioni L’utilizzo delle sedi provvisorie durerà almeno altri 7 giorni

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LAGOSANTO. «Quando possiamo tornare a scuola?». La tenera richiesta la rivolge al sindaco di Lagosanto, Cristian Bertarelli, un bambino del nido in attesa del ripristino dell’agibilità della Scuola del Sorriso.

In modo originale, i genitori del centinaio di bimbi distribuiti in tre sedi provvisorie, in una lettera aperta, hanno deciso di fare parlare i loro figli. Per esprimere in modo garbato il loro disagio, non solo per la precarietà logistica ma anche per l’indeterminatezza sui tempi di un ritorno alla normalità con la riapertura della scuola.

PRIMO

«Mi chiamo Alessio e frequento la scuola dell’Infanzia di Lagosanto – si presenta il piccolo –. Ti scrivo a nome di tutti i bambini e le bambine che frequentano la scuola», elencando le condizioni di diversi bambini i cui genitori hanno adottato soluzioni alternative, come l’iscrizione alla scuola di Volania, a quella di Comacchio o anche tenendo a casa il proprio figlio, in attesa della riapertura della sede ufficiale. La lettera cita l’assenza della mensa, «per noi solo la merendina è poca fino all’orario di pranzo, nella nostra scuola ero tranquillo ed impegnato nei nostri giochi, dove siamo ora dalla fame invece non vedo l’ora di andare a casa».

Ed ancora, Alessio sottolinea che «mamma e papà mi hanno spiegato che dei signori stanno lavorando per migliorare la scuola, ma io mi chiedo finché non finiscono, o comunque finché non sarà possibile rientrare nella nostra sede, non possiamo andare in un posto che gli assomiglia? Perché per noi la scuola non è solo muri e tetto, ma è un posto “caldo” ed accogliente in cui bimbi e maestre possono sentirsi a proprio agio, noi possiamo crescere imparando e divertendoci e questo calore possiamo portarlo ovunque se non siamo privati delle cose importanti che la scuola deve darci». La conclusione, rivolta a Bertarelli: «Spero davvero che tu possa aiutarci a tornare ad avere il nostro “posto speciale”». Seguono i nomi di tutti i bambini.

Intanto, sarà protratto almeno per un’altra settimana l’uso delle sedi provvisorie, dato che il Comune non dispone ancora di una data certa sul ripristino dell’agibilità della Scuola del Sorriso. —

Piergiorgio Felletti

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