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Bioarchitettura, Castello medaglia d’oro

Annarita Bova
Bioarchitettura, Castello medaglia d’oro

Ducato estense, primo premio da 700mila euro per la ristrutturazione con buone pratiche di efficienza energetica

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«Il nostro Castello si è aggiudicato lo scalino più alto del podio nel “Premio sostenibilità 2019”. Penso che sia motivo di grande soddisfazione per tutti coloro che hanno contribuito al buon esito di questo intervento. E arriveranno 700mila euro». È entusiasta il sindaco di Mesola Gianni Michele Padovani, così come gli architetti Ilaria Bizzo e Stefano Cornacchini e l’architetto Riccardo Bertazzoni di Coprat. «Siamo arrivati primi in tutta Italia, per qualche giorno possiamo anche darci delle arie!» .

Il Premio sostenibilità 2019, valorizza e diffonde le buone pratiche del costruire attraverso la selezione di architetture realizzate che abbiano seguito i principi costruttivi della bioarchitettura e dell’efficienza energetica. Gli interventi riguardano costruzioni ex novo e riqualificazioni dell’esistente, pubblici o privati. Il Castello di Mesola ha visto un’importante ristrutturazione, con inaugurazione la scorsa estate. Un lavoro, evidentemente e molto ben fatto che sarà presentato durate la settimana della Bioarchitettura e Sostenibilità tra Modena, Bologna, Vignola e Mirandola dal 18 al 22 novembre.

il progetto

L’amministrazione di Mesola ha manifestato la necessità di intervenire sul Castello Estense con un intervento di restauro e risanamento conservativo finalizzato all’allestimento di spazi per accogliere mostre ed eventi in sinergia con le associazioni locali, creando così uno spazio trasformabile e polivalente. Il Comune ha candidato l’intervento presso il Ministero dei beni ed attività culturali e del turismo che ha provveduto al finanziamento nell’ambito dell’Intervento interprovinciale “Ducato Estense”. L’intervento è consistito nella demolizione di tutti gli interventi incongrui, degli anni ’70 ed ’80, che occultavano la visione completa dell’immobile. Il progetto pertanto valorizza le volumetrie originarie e attua un delicato complesso di interventi di ricucitura realizzati in massima parte “a secco”.

la candidatura

Il progetto è naturalmente molto complesso, anche perché gli architetti sono stati chiamati a intervenire su una struttura che è stata costruita a partire dal 1578 (per essere ultimata nel 1583) dovendola mantenere intatta e nello stesso tempo renderla fruibile al pubblico con tutte le misure di sicurezza richieste. Il progetto, in estrema sintesi, ha valorizzato le volumetrie originarie e attuato un delicato e complesso intervento di ricucitura della concatenazione degli ambienti. Tutte le nuove opere, salvo la pavimentazione continua realizzata in calcestruzzo armato perfettamente lisciato, sono state realizzate “a secco” mantenendo dove possibile i materiali storici. —



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