“Buco” di 67mila euro Dipendente infedele patteggia la pena
ARGENTA. Si è conclusa con un patteggiamento di un anno e sei mesi la vicenda giudiziaria di Monica Guerra, la dipendente comunale accusata di peculato per un ammanco di oltre 67mila euro dalle casse dell’ex società partecipata Terre, di cui era dirigente.
La donna aveva già restituito a Soelia, la società che ha assorbito Terre, l’intero ammontare delle somme mancanti, e nel frattempo aveva perso la causa davanti al giudice del Lavoro per il reintegro dopo il licenziamento.
Il caso era scoppiato nel 2017, quando a seguito di controlli contabili era stato riscontrato un “buco” di circa 67mila euro. Si quell’ammanco era stata chiesta spiegazione alla dirigente, la sola che aveva la delega in banca per il deposito del denaro. Monica Guerra inizialmente aveva assicurato che si trattava di banali errori, e che avrebbe posto rimedio alle anomalie, ma in realtà non era stata in grado di fornire alcuna spiegazione convincente sui motivi di quel poderoso ammanco, ed era così scattato il licenziamento.
Due i procedimenti che si erano aperti a quel punto. Uno davanti al giudice del Lavoro, che era già stato definito con la conferma dell’interruzione del rapporto con il Comune di Argenta, e il processo penale che invece è arrivato a termine più di recente con la richiesta di patteggiamento di una pena di un anno e mezzo.
Il giudice ha anche disposto per l’imputata il pagamento delle spese processuali, mentre l’intero ammanco era già stato restituito a suo tempo a Soelia. —
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