Proroga per gli espropri Vent’anni di odissea per il cantiere ferroviario con i costi quasi triplicati
Lunedì scade il termine per la dichiarazione di pubblica utilità Metropolitana e interramento: a fine anno il progetto esecutivo
IL caso
Il cantiere infinito necessita di un’ulteriore proroga. La realizzazione del nuovo assetto dei trasporti ferroviari del Comune di Ferrara e il collegamento delle linee Rimini–Ferrara e Ferrara-Suzzara, quello meglio conosciuto come metropolitana di superficie con tanto di interramento ferroviario, passa per un’ennesima delibera della giunta comunale che sposta in avanti i termini dell’iter burocratico.
La proroga
Lunedì 11 novembre scade infatti, dopo una validità di 5 anni, la dichiarazione di pubblica utilità dell’intervento, con il procedimento che riguarda l’ultimazione delle procedure di esproprio. La dichiarazione di pubblica utilità sarà pertanto prorogata per altri due anni. Quanto al cantiere dovrebbe ripartire in modo definitivo entro il 2020.
Ma il condizionale è d’obbligo in questa storia per uno dei grandi appalti più tribolati degli ultimi decenni a Ferrara e che rischia come tempistica di arrivare lungo come la costruzione del polo ospedaliero di Cona, la Cispadana o il complesso progetto dell’idrovia ferrarese.
Spese quasi triplicate
Nel frattempo i costi sono quasi triplicati rispetto al progetto originale firmato e presentato ufficialmente più di vent’anni fa. Degli allora quasi 32 miliardi di lire per la sostanziale modifica dell’assetto dei trasporti ferroviari a Ferrara, in gran parti finanziati dal ministero dei trasporti, che con il cambio della moneta equivalevano allora a 16 milioni di euro - per effetto dell’inflazione possono essere rivalutati nel tempo a 21 milioni di euro - si è passati per i cambi dei progetti e i vari fallimenti delle ditte vincitrici degli appalti ad una cifra che ora è stimata complessivamente sui 55 milioni di euro di cui 34 milioni per il solo importo dei lavori.
La genesi
È stata una delle più lunghe gestazione progettuali quella della modifica ferroviaria in città, che vede nell’interramento il nodo più evidente. Quando l’8 giugno 1999, l’allora ministro per i trasporti Tiziano Treu, venne a Ferrara per firmare il via libera al progetto, con la firma in calce anche dell’allora direttore delle Ferrovie dello Stato, Giancarlo Cimoli, del sindaco Roberto Soffritti (il suo ultimo atto firmato da primo cittadino di Ferrara) e dal presidente della Provincia, Paolo Siconolfi, anche lui in scadenza di mandato, nessuno avrebbe immaginato un genesi così travagliata per arrivare al progetto che paradossalmente a distanza di 20 anni deve di fatto ancora decollare.
Appalti e ritiri
Nel marzo 2002 la gara d’appalto venne vinta dalla Cir Costruzioni, ma già nel settembre del 2003 il tribunale di Ferrara dichiarava l’insolvenza della Cir. Nel luglio del 2004 il Ccc di Bologna comunicava poi di non essere nelle possibilità di subentrare alla Cir. Così nel maggio 2005 la stazione appaltante richiedeva la disponibilità dell’impresa Baldassini-Tognozzi-Pontello a stipulare il contratto essendo arrivata seconda nella gara d’appalto. Nel frattempo arrivava la necessità di procedere ad una rivisitazione progettuale finalizzata la miglioramento del tracciato provvisorio. Ma c’è un nuovo colpo di scena perché il contratto per i lavori stipulato dalla Fer con l’impresa Baldassini-Tognozzi-Pontello, viene trasferito all’impresa Acmar alla fine del 2014. Nel 2015 però la Fer deposita la risoluzione del contratto con l’Acmar. Fer ha quindi indetto la procedura ristretta di gara per l’affidamento dell’appalto avente per oggetto la progettazione esecutiva ed esecuzione dei lavori, gara che è stata aggiudicata alla ditta Salc. Tutto risolto? E invece no, anche in questo caso e siamo arrivati al 15 marzo di quest’anno la Fer ha risolto il contratto con la ditta Salc e avviato la procedure di scorrimento della graduatoria, assegnando l’appalto alla seconda classificata con la ditta Baraldini, che ha accettato l’aggiudicazione.
La fase attuale
A questo punto la consegna a Fer della progettazione esecutiva da parte della ditta Baraldini è prevista per il 28 dicembre 2019. Si prevede l’inizio dei lavori nel 2020, lavori che sono stati stimati da contratto per la durata di 640 giorni naturali e consecutivi per la parte principale e 320 per l’opzionale (il completamento della bretella Suzzara). Ora vista la scadenza dell’11 novembre della dichiarazione di pubblica utilità per gli espropri si è resa necessaria un proroga concessa della giunta comunale, l’ennesima di un progetto la cui genesi risale addirittura al millennio scorso. A proposito di alta velocità. —
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