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San Paolo, chiostro recuperato All’interno nuovi uffici pubblici

San Paolo, chiostro recuperato All’interno nuovi uffici pubblici

Ingressi nella struttura oltre che da piazzetta Schiatti anche da via Boccaleone  Lavoro ultimato dopo 18 mesi, il cantiere ora si sposta nella seconda zona 

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Dopo un anno e mezzo di lavori, il primo grande chiostro di San Paolo è stato completamente ristrutturato con un intervento di oltre 2,3 milioni di euro. Viene quindi restituito alla città una spazio del XV secolo in pieno centro, riqualificandolo sia all’esterno che all’interno.

«Il chiostro prende vita – ha annunciato l’assessore ai lavori pubblici Andrea Maggi – con un lavoro importante di restauro che proseguirà nei prossimi mesi con il rifacimento del secondo chiostro di San Paolo».

il trasloco

Dal 18 novembre infatti inizieranno le operazioni di trasloco degli uffici di commercio e attività produttive dal secondo al rinnovato primo chiostro, per starci in maniera definitiva.

«In questo primo intervento sul complesso di San Paolo – ha aggiunto l’assessore Angela Travagli – c’è da sottolineare l’attenzione prestata dai progettisti per la funzionalità degli interni destinati ad uffici comunali. Il tutto a vantaggio sia della nostra utenza quotidiana fatta di imprenditori, commercianti, operatori, sia del benessere organizzativo e lavorativo del personale comunale».

L’architetto Natascia Frasson, responsabile del procedimento per conto del Comune di Ferrara, ha poi illustrato le caratteristiche dell’intervento che ha portato a ridare luce e armonia ad un chiostro che negli anni si era degradato. Dopo le celle del monastero e le celle delle prigioni nel Settecento, nel secolo scorso l’edificio era diventato la sede dei vigili urbani con ingresso in piazzetta Schiatti. Ora ci sarà un’entrata anche su via Boccaleone e all’interno del chiostro come hanno ribadito gli assessori si potranno allestire delle mostre. I tecnici che hanno lavorato al progetto sono stati Paolo Rebecchi, Paolo Arveda, Alessandro Strozzi, Edi Massarenti, Zefferino Tommasin.

Anche gli interni ricavati dagli spazi dell’ex chiostro hanno subito una trasformazione importanti. Ora l’attenzione dei lavori si posta alla seconda fase con il recupero del secondo chiostro a cominciare dal nucleo medioevale, dell’ex refettorio e del cortile dei carri. Cantiere che verrà chiuso per la primavera 2020. —

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