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Morì in un incidente aereo Il parco dedicato al paracadutista

Margherita Goberti
Morì in un incidente aereo Il parco dedicato al paracadutista

La tragedia avvenuta 48 anni fa nel mar Tirreno con 56 vittime  L’area verde dietro la sede dell’Asl intitolata a Mirco Ferrari 

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il ricordo

Il 9 novembre 1971 Mirco Ferrari nato a Ferrara nel 1951(aveva perciò solo vent’anni) insieme a 45 commilitoni e 6 membri dell’equipaggio si imbarcava sul velivolo C130 Herules della Royal Air Force inglese che da Pisa doveva raggiungere la Sardegna, ma dopo pochi minuti dalla partenza improvvisamente si vide una vampata e fu la morte per tutti. Insieme a Mirco Ferrari c’erano anche altri due ferraresi Bruno Guidorzi di Bondeno e Alberto Giglioli di Ambrogio.

Ieri durante una solenne cerimonia gli è stato intitolato il Parco che si trova dietro l’Asl di via Cassoli e dopo l’alza bandiera e l’Inno Nazionale, Giuliano Crovini cugino del giovane Mirco, Alberta sorella di Giglioli, Maria Angela sorella di Guidorzi e la nipote Sabrina Fortini hanno scoperto la targa ricordo che don Paolo Valenti ha poi benedetto. Hanno ricordato la figura di Mirco e il tragico episodio, il vice sindaco Nicola Lodi sottolineando che la sua morte non deve essere vana mentre il colonnello Gian Luca Dello Monaco comandante dell’8° Reggimento Guastatori Folgore Legnago senza nascondere l’emozione ha esordito dicendo: i paracadutisti non hanno paura di eseguire gli ordini ma questo non impedisce di commuoverci.

«Quello fu il più grave incidente dopo la guerra per le Forze armate – ha poi concluso – e le cause non si conoscono ancora. Forse volando troppo basso la coda dell’aereo si impattò sull’acqua ma sono ipotesi. Mirco fu recuperato dopo un mese ed anche uno dei soccorritori purtroppo perse la vita; fu riconosciuto dalla piastrina ma altri 6 non sono stati identificati mentre dieci sono ancora dispersi in mare. Commemorando, noi restituiamo la vita a questi giovani militari perché commemorare è anche educare».

Presente alla cerimonia anche il generale Paolo Mearini che sovrintese ai soccorsi, vivi nei suoi ricordi e raccontati ieri con la stessa partecipazione come ha fatto il presidente Nastro azzurro Riccardo Modestino nel soffermarsi sul valore di una vita data per la Patria. Infine Paolo Sturla Avogadri ha letto la preghiera del paracadutista. —

Margherita Goberti

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