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Sbloccati i 25 milioni per ultimare il Meis Franceschini: lo dobbiamo alla Segre

Gian Pietro Zerbini
Sbloccati i 25 milioni per ultimare il Meis Franceschini: lo dobbiamo alla Segre

Il ministro annuncia lo stanziamento dei fondi Mibact. Soddisfazione a Ferrara dal sindaco Fabbri ai consiglieri regionali Pd

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Il completamento del Meis da ieri è molto di più che una realtà. Il Mibact ha finanziato con 25 milioni di euro gli interventi conclusivi per la realizzazione del Meis, il Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah a Ferrara. Fondi che sono stati quindi riassegnati dopo che il precedente governo li aveva bloccati. L’annuncio lo ha dato il ministro Dario Franceschini, che nel 2003 era stato il primo firmatario per l’istituzione del Meis a Ferrara. Una buona notizia che a Ferrara si attendeva per arrivare ad ultimare un progetto ambizioso e importante in chiave culturale e anche turistica.

Dedicato a segre

«Lo dobbiamo a Liliana Segre, a lei personalmente e a quello che rappresenta - ha detto il ministro dei beni culturali - un museo per la conoscenza e per il dialogo perché l’incontro tra le culture è il miglior antidoto ai rischi di questi tempi, alla paura della diversità, all’odio e all’intolleranza».

«Durante lo scorso governo - ha dichiarato ancora Dario Franceschini - era saltato il finanziamento di 25 milioni di euro necessario per il completamento del Museo. Ma un’idea così importante non si può lasciare a metà ecco perché attraverso una rimodulazione dei Fondi per lo Sviluppo e la Coesione del Ministero, abbiamo recuperato il finanziamento che era stato cancellato e che consentirà adesso di portare a compimento il processo fondativo dell’istituzione voluta nel 2003 dal Parlamento italiano con una legge votata all’unanimità dalla Camera e dal Senato».

I lavori

In attesa dell’arrivo di questi fondi che serviranno a completare il progetto Meis, a settembre intanto il segretariato regionale del ministero per i beni e le attività culturali dell’Emilia Romagna ha ufficializzato l’accordo con la società Frimat che ha vinto l’appalto per la realizzazione del corpo D. Una struttura che verrà costruita nel lato di via Rampari di San Paolo e rappresenta il vero ingresso del museo che ora è invece in via Piangipane. Un appalto di sei milioni di euro che dovrebbe entro il 2021 portare alla realizzazione di un settore molto importante per il Meis. Rivestirà un ruolo importante dal punto di vista logistico, in quanto è quello dell’accoglienza, dove verrà allestita la biglietteria e all’interno ci sarà spazio anche per la ristorazione dei visitatori e dove è previsto pure un ristorante con la cucina ebraica.

Il corpo D sarà il primo segmento dei cinque libri della Torah di cui sarà composto l’edificio. Lo sblocco dei 25 milioni consentirà in tempi più brevi di avviare il completamento della struttura.

Le reazioni

«È un bella notizia per Ferrara - commenta il sindaco Alan Fabbri - i fondi erano stati bloccati perché non era possibile avviare lo scorso anno i lavori, ora invece sono stati ripristinati per un museo che Ferrara è orgogliosa di ospitare».

«Il Governo, attraverso il ministro dei Beni e delle Attività Culturali, Dario Franceschini - dichiara Paolo Calvano, segretario regionale del Pd - ridà a Ferrara e all’Emilia-Romagna quello che ingiustamente era stato tolto. Sono infatti stati ripristinati 25 milioni di euro di finanziamento per il completamento dei lavori del Museo dell’Ebraismo italiano e della Shoah che erano stati negati dal precedente esecutivo. In questo modo tutti i cittadini, ferraresi, turisti, studenti, potranno visitare un luogo di conoscenza, di approfondimento, di studio della storia e della memoria. Un simbolo ancor più necessario, oggi, visti i ripetuti episodi di razzismo e antisemitismo che purtroppo registrano una preoccupante escalation in Italia e in Europa».

«A volte - sostiene la consigliere regionale Pd, Marcella Zappaterra - dal male nasce qualcosa di veramente buono. I fondi per finire il Museo, di cui sento sempre più la necessità in un contesto in cui l’intolleranza e l’odio stanno dilagando, erano stati cancellati dal precedente Governo. In questi mesi, da Ferrara, in tanti abbiamo chiesto al Governo di ripristinarli con urgenza, ma non è stato facile: i fondi per completare il progetto del primo museo nazionale dedicato all’Ebraismo e alla Shoah erano stati dirottati su altro. È arrivata questa notizia e spero che sia uno dei numerosi provvedimenti che arriveranno per un riscatto culturale e valoriale degli italiani». —





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