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Una chiesa gremita per l’addio ad Aleotti «Sempre con noi»

Marcello Pulidori
Una chiesa gremita per l’addio ad Aleotti «Sempre con noi»

Grande commozione al funerale della guardia giurata  Toccante omelia di don Renzo, sgomento nella contrada

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Una chiesa gremita, ieri mattina, per l’addio a Roberto Aleotti, guardia giurata di 54 anni, residente con la moglie Cristina in Via Sacca, a Ferrara. Roberto è morto nelle prime ore del primo novembre a seguito di un incidente stradale avvenuto a Cento mentre Aleotti si trovava sull’auto di servizio.

la moglie cristina

La chiesa di Santa Maria Nuova e San Biagio, in Via Lucchesi, era quasi completamente stipata di parenti, amici e delle decine e decine di persone che, a vario titolo, conoscevano Roberto. La toccante omelia di don Renzo Foglia ha commosso i presenti, tra i quali i familiari più stretti di Roberto, la moglie Cristina ed il fratello Stefano. Non mancavano i rappresentanti della contrada di San Paolo, di cui Roberto era un pilastro, con in prima fila il presidente Pierfrancesco Perazzolo che, piangendo, ha indirizzato all’amico perduto una profonda preghiera, ricordandone ancora una volta le straordinarie doti umane. Gli onori ufficiali sono stati portati anche dal corpo delle guardie giurate, disposte su due file all’arrivo del feretro. Presenti in chiesa il neo-presidente del Palio di Ferrara, Nicola Borsetti; il rappresentante della corte ducale estense Giambaldo Perugini, il questore Giancarlo Pallini, il vicesindaco Nicola Lodi, oltre ad una moltitudine tra amici e conoscenti di Roberto, il quale impiegava il tempo libero, tra le altre sue passioni, nell’attività di clown per i bimbi malati con l’associazione “Pagliacci del cuore” di Ferrara. Tra i banchi, a seguire la messa funebre, anche i rappresentanti dell’associazione nazionale della Polizia di Stato perché Roberto aveva svolto la leva come ausiliario proprio nella Polizia.

amato da tutti

«Era amato da tutti – ha ricordato Perazzolo, tra i singhiozzi – perché la generosità era il suo biglietto da visita, perché aveva un carattere mite e buono. Per questo Roberto aveva solo degli amici». Una delle sue grandi passioni erano gli impianti satellitari, una passione non comune e che lo aveva portato a vincere un concorso ed a volare, come premio, a Cape Canaveral, negli Stati Uniti, per visitare il centro spaziale americano. Era il 1995. —



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