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giornate del Ringraziamento 

Chilometro zero carta vincente Coldiretti, qualità contro la crisi

Giovanna Corrieri
Chilometro zero carta vincente Coldiretti, qualità contro la crisi

Quest’anno clima e parassiti hanno messo a dura prova le produzioni nei campi Ma frutta, verdura, miele e riso locali hanno trovato il consenso dei consumatori

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Quest’anno la cimice asiatica ha impoverito non di poco la produzione delle pere, le piogge di maggio hanno ritardato la semina del riso, producendone in alcuni casi un calo di resa e qualità, la produzione del miele ha dovuto fare i conti con un meno 60% di produzione, e gli improvvisi “colpi di freddo” hanno interrotto la crescita delle zucchine. Ma alle giornate del Ringraziamento della Coldiretti, che si sono chiuse ieri, «i consumatori hanno risposto positivamente ai contadini».

chilometro zero

Perché il chilometro zero di mele e kiwi, la frutta più richiesta, trova sempre adepti, ancora di più del biologico: «il vero biologico non esiste - diceva qualcuno - perché comporta uno scarto dell’80% del prodotto, e così non si riescono a coprire le spese, e poi la gente ci crede fino a un certo punto».

E soprattutto perché la “crisi climatica”, la maggior parte dei produttori, ha scelto di non farla pagare ai clienti, soddisfatti infatti del rapporto qualità prezzo. Al mercato Coldiretti a farla da padrone sono state frutta e verdura, ma grande successo ha riscosso anche riso e miele. «Abbiamo clienti affezionati che si fermano e ci fanno i complimenti - raccontavano dal banco del riso di Jolanda di Savoia - perché il prodotto dicono sia buono. Abbiamo risentito del ritardo della semina, a maggio, che è il mese della semina, è sempre piovuto. I tempi di produzione così ritardano e per alcune varietà di riso può essere un problema. La varietà di riso più richiesta? Il carnaroli perché è il più versatile in cucina, perdona in caso di eccessiva cottura ed è il migliore a livello di sapore».

il nodo prezzi

I copiosi acquisti, che fanno «recuperare la scarsa produzione», hanno entusiasmato poi anche un banco di frutta e verdura: «quest’anno stiamo raddoppiando, - dicevano - i clienti comprano anche uno o due chili di pere e non guardano neanche al calibro, anzi le cercano anche piccole. E hanno fatto fuori anche le nespole». «I consumatori rispondono bene - consideravano dall’altro venditore - specie su mele e kiwi. Prezzi? Alcuni li confrontano con quelli del supermercato ma la maggior parte è disposta a spendere di più», «del resto - confermavano i clienti - si tratta di prodotti a chilometro zero». Va a ruba anche il miele, che è andato presto esaurito, essendo quest’anno calata bruscamente la produzione: «nonostante questo abbiamo scelto di non aumentare i prezzi - dicevano dal banco - anche perché non giova a nessuno lo sbalzo dei prezzi, e speriamo che il prossimo anno sia decisamente migliore. Essendo poco comunque è già praticamente andato esaurito». Le difficoltà di quest’anno non sono comunque dimenticate e in tanti guardano con apprensione al futuro: «speriamo nell’aiuto degli enti superiori». —

Giovanna Corrieri

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