Operazione parchi sicuri, panchine tolte per manutenzione non contro lo spaccio di droga
La Rete per la pace aveva raccolto 1.000 firme e il Comune risponde alla loro petizione: tolte 15 panchine, ricollocate solo 8. "Ma nessun cenno ai motivi che vennero esternati dal vicesindaco Lodi : eliminare lo spaccio togliendo le panchine dove si svolge il traffico di droga"
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FERRARA - Risale allo scorso 2 settembre la petizione firmata da 984 cittadini che si opponevano allo smantellamento di 150 panchine nella città di Ferrara e chiedeva di ricollocarne altre nei punti di aggregazione. Tutto in seguito all’avvio dell’operazione Parchi Sicuri voluta dall’amministrazione comunale, che ha di recente risposto alla petizione. Si fa sapere che l’operazione è cominciata nel mese di agosto «con la rimozione di alcune panchine in carente stato manutentivo da alcune aree verdi della città».
Nello specifico si parla di 4 panchine in zona Grattacielo «molto ammalorate», 3 in viale Belvedere, 3 in piazzale Toti, 4 in via Bardellini, 1 in via Ippolito Nievo. Fra le panchine ricollocate «2 in area verde di via Capra a Gaibanella, 3 nella casa circondariale di via Arginone»; al parco dell’Amicizia ne sono state spostate tre. Totale: 15 rimosse e 8 ricollocate.
La nota della Rete per la pace, si sofferma sul fatto che nella risposta del Comune alla petizione "non si fa nessun cenno alla motivazione principale esternata tante volte dal vice-sindaco nonché assessore alla sicurezza (Nicola Lodi, ndr): eliminare lo spaccio togliendo le panchine dedite allo spaccio. Sembra invece, leggiamo, che le panchine fossero ammalorate, quindi in cattivo stato, e l’operazione di rimozione effettuata per motivi strettamente legati al carente stato manutentivo".
Infatti, nella risposta alla petizione il Comune ha sottolineato che i motivi dell’intervento sono «strettamente legati al carente stato manutentivo», e che le panchine «vengono ricollocate dove vi è la necessità tenendo conto anche delle segnalazioni che sopraggiungono all’Amministrazione da parte dei cittadini ai quali, da sempre, viene prestata la massima attenzione e collaborazione».
Una risposta che non convince la Rete per la Pace, che non comprende le ragioni dell’operazione: il comune sta allora provvedendo alla manutenzione?, si chiede la Rete. «Non comprendiamo allora perché le panchine non vengano ricollocate restaurate da dove sono state tolte, come quasi mille persone hanno chiesto con questa petizione». «Per parte nostra - continua Rete per la Pace - continuiamo a chiedere che ci siano più panchine nei parchi e nei luoghi di aggregazione».—
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