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Consiglio unanime: la senatrice Segre cittadina onoraria «Stop al razzismo»

Stefano Ciervo
Consiglio unanime: la senatrice Segre cittadina onoraria «Stop al razzismo»

Atmosfera tesa, bocciato il documento della minoranza Fabbri: è superato. Pd e Ac: così non v’impegnate sull’odio 

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Il Consiglio comunale ha deciso, all’unanimità, di conferire la cittadinanza onoraria di Ferrara alla senatrice a vita Liliana Segre, sopravvissuta ad Auschwitz e da qualche giorno sottoposta a scorta a causa delle minacce ricevute. Il voto è arrivato ieri pomeriggio sulla base di una risoluzione firmata dal solo sindaco Alan Fabbri, che però si è espresso contro il documento di Azione civica e degli altri gruppi del centrosinistra, di solidarietà a Segre ma anche di «necessità di contrastare i fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza, in tutte le forme e i modi possibili». Il sindaco ha affermato che quest’ultimo documento era superato dal conferimento della cittadinanza, la maggioranza ha quindi votato contro. L’opposizione, che aveva dato via libera alla discussione immediata alla cittadinanza, ha insistito sul fatto che, con questo atto, si evitava di prendere impegni per il futuro.

«fatti, non parole»

In molti interventi dei consiglieri di maggioranza si è sottolineato il fatto che la lotta alle discriminazioni si fanno con i fatti, e la cittadinanza onoraria è un fatto. La risoluzione ricorda la nomina di Segre a senatrice a vita da parte del presidente Sergio Mattarella, il 19 gennaio 2018, e da allora «la senatrice ha visto aumentare offese e minacce a lei rivolte, soprattutto attraverso i social network», al punto che il prefetto di Milano le ha appunto assegnato una scorta. Segre e la sua testimonianza, c’è scritto nel documento, «sono un prezioso baluardo della memoria storica del nostro Paese»; Ferrara è da sempre caratterizzata da una forte presenza di una comunità ebraica, durante la guerra «anche la nostra città venne dilaniata dalle tragedie umane dello sterminio del popolo ebraico e dei deportati e internati militari e civili, e pagò un altissimo tributo ancora vivo nella memoria di tanti».

dibattito e tensioni

Un po’ di elettricità dentro e fuori dall’aula si è avvertita, con tanto di litigio sullo Scalone municipale dal vicesindaco Nicola Lodi e l’incalzante troupe de La7 già presente domenica da Salvini. Simone Merli (Pd) ha insistito sull’atmosfera da «banalità del male» che si respira a livello nazionale, citando l’astensione del centrodestra in Senato sulla Commissione Segre; «cittadinanza e commissione sono intimamente connessi» ha sostenuto Aldo Modonesi (Pd), citando le parole di Segre sul fatto di essere stata profuga e la recrudescenza di «nostalgici della marcia su Roma». Roberta Fusari (Ac) ha accusato la maggioranza di non voler prendere impegni sul giorno per giorno, ma il suo ordine del giorno era «chiaro tentativo di strumentalizzazione» per Francesco Carità (Ferrara cambia). «Con la cittadinanza la maggioranza compensa la brutta figura del Senato, il vostro Capitano ha sdoganato diverse realtà di destra anche internazionali» ha detto Tommaso Mantovani (M5s) rivolto ai leghisti.

Ciriaco Minichiello (Lega) fa infine sostenuto che la cittadinanza è di per se «un atto di contrapposizione esplicita ad ogni antisemitismo».

La cerimonia

Nei prossimi giorni, ha detto poi il sindaco, si contatterà Liliana Segre per definire una data, abbastanza ravvicinata, per la cerimonia di conferimento della cittadinanza. —

Stefano Ciervo

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