Disegni osceni sul murale Il “titolare” cancella con arte
Una delle opere di Buonafede era stata rovinata da alcuni vandali «Siamo intervenuti per lanciare un nuovo messaggio contro il degrado»
LIDO ESTENSI. Un murale imbrattato con simboli fallici, subito rivoluzionato e restituito a nuova vita dal suo artefice. Non si è perso d’animo Riccardo Buonafede, celebre street artist comacchiese, organizzatore del festival di arte urbana “Manufactory Project”, dopo che il suo murale, realizzato la scorsa primavera sotto al ponte Albani, in occasione della seconda edizione della rassegna artistica, era stato deturpato da ignoti con disegni decisamente poco eleganti.
«Inizialmente l’imbrattamento non era visibile – spiega Riccardo Buonafede, vincitore, tra gli altri del festival MArtelive –; poi sono arrivate segnalazioni e visto che i tratti erano volgari, come organizzatore del festival ho trovato un compromesso. Nella cultura dell’arte urbana c’è la tendenza a lasciare eventuali sovrapposizioni, ma in questo caso, con la collaborazione dell’amico e collega Mask, ho restituito nuova vita al mio murale, rivoluzionandolo e cambiandogli soggetto».
la storia
In origine, il murale realizzato sotto una colonna portante del ponte Albani che, all’altezza del canale navigabile attraversa la statale Romea, raffigurava una persona che sosteneva metaforicamente un ponte, lanciando un esplicito messaggio, teso a mantenere connessioni tra persone, popoli e culture. Era il murale rappresentativo della seconda edizione di Manufactory Project, che si era ammantato di un’aura di internazionalità, grazie ai tanti Paesi del mondo rappresentati. «Una volta deturpato, non era più possibile ripristinarlo – prosegue Riccardo Buonafede –; sono convinto che si tratti di una ragazzata, un gesto innocente, non c’era sicuramente la volontà di colpire qualcuno o qualcosa. Del resto sinora tutti i murales realizzati per abbellire la facciata esterna dello stadio sono stati rispettati».
Ecco allora che scatta l’idea di rimuovere le raffigurazioni volgari, cambiando soggetto al murale. Con un tocco magico Buonafede e l’amico Mask inseriscono nella mano del soggetto raffigurato, una bomboletta spray con in cima una scritta, Manufactory Project, per richiamare il festival di arte urbana, da cui tutto ha preso origine.
gli autori
«Non è parte del nostro ambiente ripristinare i muri nel bene o nel male e del resto non possiamo prevedere atti vandalici – sottolinea Riccardo Buonafede –; il nostro scopo è quello di sottrarre al degrado edifici pubblici con opere d’arte, i murales, che sono così fruibili da tutti. In questo caso, per le scene volgari, siamo intervenuti come avviene nel mondo dei graffiti, coprendo parzialmente l’opera e lanciando un nuovo messaggio con la vernice che cola dalla bomboletta impiegata dal protagonista. Si vuole evidenziare lo scopo dell’arte urbana, ossia riqualificare un luogo relegato al degrado». —
Katia Romagnoli
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