Le difese: ispezioni annuciate? Una prassi per reperire i responsabili delle strutture
I legali dei tre indagati: confidiamo nel buon esito del procedimento. E spiegano i motivi per cui avvenivano i controlli telefonati: la commissione della prefettura composat da 7 membri doveva spostarsi in provincia ed avere garanzia di trovare i referenti per evitare che andassero a vuoto le ispezioni
FERRARA. I controlli “telefonati” un giorno prima?
Una prassi regolare che serviva a contattare i diversi dirigenti delle strutture per avere sicurezza di trovarli al momento dell’accesso, visto che le strutture sono distribuite in provincia e che il rischio era che le ispezioni della Commissione preposta (7 componenti) andassero a vuoto.
Gli avvocati difensori, primo tra tutti Carmelo Marcello per Dalfreddo (unico a rendere interrogatorio ieri) ha sottolineato proprio questo, ribadendo anche che il suo assistito era «un operatore interinale», ossia nemmeno dipendente Asp. Stesso ruolo della Marzola, lei stessa interinale, pur coordinatrice progetti di accoglienza Asp: per lei il suo difensore, Riccardo Venturi, spiega «abbiamo depositato una memoria in cui chiariamo al giudice la nostra posizione e confidiamo nel non accoglimento della misura della sospensione».
Massima fiducia nel giudice anche da parte di Fabio Anselmo che assiste il viceprefetto Martorano: «Posso dire che io e il mio assistito abbiamo fiducia nel buon esito del procedimento: sono veramente sorpreso ed amareggiato per questa prematura fuga di notizie».
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