Mutilati dopo l’incidente Giovane a processo per le lesioni alla coppia
Un ragazzo di 23 anni a Canaro travolse con l’auto una moto Entrambi i passeggeri riportarono l’amputazione della gamba sinistra
PORTOMAGGIORE. È accusato di lesioni personali colpose, perché il 18 maggio dell’anno scorso travolse con l’auto una moto con a bordo due fidanzati, provocando a entrambi l’amputazione di una gamba.
Le accuse
Un ragazzo di 23 anni di Portomaggiore è finito a processo per un incidente stradale che ha cambiato per sempre la vita di due giovani rodigini, sportivi, amanti della vita e della compagnia e che per le gravissime menomazioni riportate si sono trovati ad affrontare problemi, ostacoli, tempistiche e ritmi completamente diversi.
L’incidente è avvenuto sulla statale 16, in direzione Ferrara nel territorio comunale di Canaro (Rovigo). Secondo la prima ricostruzione l’auto avrebbe urtato la Harley Davidson su cui viaggiava la coppia al rientro di un sorpasso. Secondo il capo di imputazione l’automobilista stava andando a una velocità di 100 all’ora, a fronte di un limite di 90, e nonostante la moto avesse azionato il segnale di svolta a sinistra per immettersi in un parcheggio, l’auto ha effettuato il sorpasso a sinistra, colpendo la moto con conseguenze devastanti per i due fidanzati, che hanno perso entrambi la gamba sinistra.
il processo
Ieri a Rovigo il processo è entrato nel vivo proprio con la testimonianza delle due vittime: Pierluigi Bonafin, avvocato del foro di Rovigo, e Michela Dal Bianco, educatrice.
Hanno dovuto cambiare casa, perché prima convivevano in una abitazione ai piani alti; hanno dovuto cambiare auto. Michela, al momento, si trova sospesa dal lavoro, poiché non è in grado di svolgere alcuni dei compiti che, in precedenza, le venivano naturali e che fanno parte delle sue mansioni. Hanno dovuto sostenere costi importanti, per le protesi, hanno dovuto cambiare radicalmente stile di vita.
Le testimonianze
«Prima - ha raccontato Michela - accadeva che mi svegliassi, mi preparassi, facessi la colazione e uscissi di corsa. Oggi so che dal momento in cui mi sveglio a quello in cui esco di casa debbo mettere in preventivo di impiegare almeno due ore».
La coppia è rimasta molto unita in questo anno e mezzo pieno di momenti difficili. A colpire, il contegno di Pierluigi e Michela. Composti, tranquilli, sereni. Soprattutto, uniti. L’incidente, lo hanno ripetuto, ha stravolto loro la vita. E non avrebbe potuto essere altrimenti. Loro, però, hanno reagito come, forse, ben pochi sarebbero stati in grado di fare.—
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