La Nuova Ferrara

Ferrara

COPPARO 

«Via Chiesoline sta franando» I cittadini chiedono interventi

Alessandra Mura
«Via Chiesoline sta franando» I cittadini chiedono interventi

Il Comune propone la macinatura, i residenti si oppongono: serve l’asfalto Ma la strada è privata a uso pubblico, senza il Consorzio non si può procedere

2 MINUTI DI LETTURA





COPPARO. Il Comune intende intervenire su via Chiesoline, in grave stato di dissesto, procedendo a duna macinatura della strada, ma i residenti giudicano il rimedio peggiore del danno.

Strada privata

Il fatto è la via in questione si trova in un limbo giuridico-amministrativo: è una strada bianca privata a uso pubblico e nel corso degli anni ai problemi legati al reperimento delle risorse si sono sommate questioni di tipo procedurale. E il risultato è che nel tempo la situazione non ha fatto che peggiorare. Al punto che ora il Comune riconoscendo «l’aggravarsi dello stato manutentivo di via Chiesoline, tale da renderla pericolosa e compromettere l’accesso dei servizi pubblici essenziali come raccolta differenziata, scuolabus, assistenza sanitaria e ambulanze», vuole effettuare «a proprie spese un intervento di macinatura della strada, in modo da poterla inserire nel programma annuale di manutenzione delle strade bianche».

L’amministrazione ha così chiesto ai residenti, tramite raccomandata, l’autorizzazione a intervenire, sollecitando al tempo stesso la costituzione di un Consorzio, unica condizione per il Comune per poter procedere a interventi straordinari contribuendo alle spese. Ma l’idea del Consorzio non è mai decollata perché ritenuta dai residenti onerosa e complicata. E ancora meno gradita è la macinatura della strada.

I rischi

A opporsi formalmente, con una lettera protocollata proprio ieri in Comune, è stato uno dei residenti, Ivano Cazzola che «pur apprezzando il coinvolgimento che ci è stato riservato», ritiene l’idea della macinatura del tutto inadatta e anzi dannosa «perché aumenta la possibilità di scivoloni, visto che la strada è abbastanza stretta e la diminuzione della velocità di percorrenza da 50 a 30 km stabilita non risolve il problema». Quello che serve è un’asfaltatura completa, o perlomeno «riprendere gli avvallamenti esistenti con materiale “stabilizzato di Monselice” che una volta bagnato non si sposta all’esterno con il transito dei mezzi come avviene normalmente con la ghiaia che il Comune ha steso in estate».

Soprattutto, osservano i residenti, occorre coinvolgere il Consorzio di Bonifica perché a destare ancora più preoccupazione del dissesto della carreggiata sono le «zone frananti, non segnalate, dalla parte del canale».

Per questo, conclude Cazzola, «pensare solo alla superficie della strada è molto parziale, sia per la sicurezza, ma soprattutto per altri inevitabili avvallamenti che si vanno a formare se le zone frananti non vengono sistemate da chi di dovere». —

Alessandra Mura

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google