Zagatti (Cgil): licenziare i lavoratori non "allineati"? Da Salvini pensiero fascista
Ferrara, il segretario generale del sindacato attacca il leader nazionale della Lega dopo l'iniziativa politica convocata al petrolchimico domenica scorsa. Il riferimento ad una frase in cui l'ex ministro citava i dipendenti comunali che lavorano solo per tessera di partito o di sindacato
FERRARA. Un comportamento «arrogante, minaccioso e irrispettoso della libertà delle persone». In altre parole «fascista». Il segretario generale della Cgil, Cristiano Zagatti, fa correre la penna e risponde senza troppi giri di parole - scrive - ad un'affermazione dell'ex ministro dell'Interno e leader della Lega, Matteo Salvini, pronunciata durante l'iniziativa convocata al petrolchimico domenica scorsa.
«“In due minuti ho capito cosa deve fare un sindaco...occuparsi di merito, valorizzando in Comune, come noi faremo in Regione, i dipendenti bravi ma mandando a casa quelli che non hanno voglia di fare il loro lavoro o lavorano solo in base alla tessera di partito o di sindacato”. Questo ha dichiarato Matteo Salvini domenica scorsa in classico stile leghista - rileva Zagatti - La prima parte, sui dipendenti “bravi” non presenta nulla di nuovo. La seconda mi preoccupa di più ed è la democrazia per la Lega: “mandare a casa” i lavoratori iscritti al sindacato. A casa mandavano i fascisti già negli anni ’20 del secolo scorso chi non la pensava come loro».
Un concetto che Zagatti ribadisce più volte nella lettera inviata ai giornali. Salvini «è portatore di un pensiero illiberale, antidemocratico e nemmeno originale: fascista», rimarca il segretario Cgil aggiungendo che «il progetto politico del leader leghista fa inorridire. Non solo, fa ribrezzo. L’uomo non parla a esempio dei lavoratori che, a causa del decreto “sblocca cantieri” anche da lui voluto, saranno sempre più sfruttati nella filiera degli appalti. Spazzato via il confronto con il sindacato, il campo è sgombro: Mussolini insegna». Nel mirino finisce anche l'assessore Andrea Maggi, perché il Comune - ricorda il sindacalista - ha intenzione di sottoscrivere un protocollo sugli appalti con gli imprenditori senza avere interpellato il sindacato.
«Le idee di Salvini - prosegue - calpestano la Costituzione, ammiccano agli imprenditori disonesti e se ne fregano dei lavoratori onesti: questa è la realtà. E il sindaco di Ferrara, Alan Fabbri, che lo applaudiva al suo fianco cosa ne pensa? Intende licenziare tutti gli iscritti al sindacato che lavorano in Comune? Andranno a casa anche tutti quelli che hanno una tessera politica in tasca, come afferma Salvini? Immagino siano esclusi gli iscritti alla Lega, e forse anche quelli iscritti a Forza Italia, a Fratelli d’Italia».
Ultimo riferimento al portavoce del sindaco, Michele Lecci, che «su Facebook, tramite il profilo del suo cane (cavoli che uomo coraggioso!) sembra proprio nostalgico dei persecutori nazifascisti. E' una goliardata?». Da qui, la conclusione: «I politici di destra per me sono interlocutori, con idee anche molto distanti dalle mie, che vanno rispettati; diversamente i sostenitori occulti o espliciti delle idee fasciste sono nemici, nemici della libertà, da svergognare pubblicamente prima di tutto e da contrastare con decisione ogni giorno: da che parte si colloca Fabbri?».
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