Il Comune: sospendiamo gli indagati Asp L’inchiesta sui controlli accende la politica
La giunta punta il dito sul Pd. Ma i dem: «Non vi azzardate». Modonesi: «Solito refrain leghista». Tagliani: «Stupidaggini»
Il Comune di Ferrara ha già deciso. E scelto la linea della fermezza, senza attendere la decisione del giudice: «Abbiamo avviato subito le procedure per la sospensione dei dipendenti Asp», informa l’assessore alle politiche sociali Cristina Coletti in merito all’indagine di Procura e Finanza sui controlli “telefonati” alle strutture dell’accoglienza migranti, già finita in tribunale perché la procura ha chiesto per i tre indagati per abuso d’ufficio (il vice prefetto Vicenzo Martorano e i due tecnici Asp Valentina Marzola e Alberto Dalfreddo) la misura cautelare della sospensione dalle pubbliche funzioni, e si attende il verdetto del giudice. Non aspetta il Comune, invece, che dopo che l’indagine è diventata di dominio pubblico, dice: «non eravamo al corrente di nulla». L’assessore rincara e accusa: «nonostante i referenti dell’Asp fossero a conoscenza delle indagini in corso dallo scorso 18 ottobre, non siamo stati informati della situazione. Aggravando così la posizione di parte offesa del Comune che, insieme agli altri comuni soci ha nominato una settimana fa il nuovo amministratore che dovrà farsi carico della situazione».
MANDATO LEGALE
Nuovo responsabile è Mario Angiolillo col quale il Comune ha deciso «di dare mandato a un legale per verificare l’attuale situazione e avviare le procedure per la sospensione cautelativa dalle mansioni ricoperte e dal lavoro per le figure interessate».
Ovviamente, il caso non si ferma qui. E diventa soprattutto politico, con l’intervento anche dell’ex ministro Matteo Salvini (vedi a fianco). Lo dice duro l’assessore: «Ecco un’altra delle nefaste conseguenze delle politiche scellerate sull’accoglienza del Pd che Ferrara non meritava». E promette «provvederemo quanto prima a mettere in sicurezza i servizi».
Promette anche Paolo Calvano, segretario regionale Pd: «Diffido la Coletti e l’amministrazione. Il Pd non c’entra nulla con tutto questo, è una oscenità dal punto di vista politico e giudiziario». Gli fa sponda Aldo Modonesi, capogruppo Pd in consiglio comunale, candidato sindaco: «Ma cosa c’è di nuovo? Dai leghisti il solito refrain, è sempre colpa di chi c’era prima, che si tratti di buche, procedimenti giudiziari, cantieri aperti: non mi stupisce». Lo stupisce la sospensione: «avranno fatto le verifiche del caso, decidere di procedere così è prendersi una bella responsabilità».
Emerse ipotesi gravi
La Coletti dice di aver deciso dopo aver valutato le ipotesi «gravi» emerse e che si stanno delineando a carico dei referenti dell’Asp: «non possiamo che assumere una posizione ferma a garanzia dell’azienda e del funzionamento del servizio».
«Non capisco questo garantismo a senso unico» replica tranciante Nicola Minarelli, segretario provinciale Pd: «Faccio fatica a capire come il centrodestra sia garantista per ciò che lo riguarda e non con il principio generale che valga per tutti, nella misura in cui il procedimento è agli inizi e avrà il proprio corso: credo che per come si sta sviluppando la vicenda debba rimanere nel confine dell’indagine giudiziaria». Ma c’è la politica di mezzo. «Da qui a farne una strumentalizzazione... ricordo che ci sarebbe anche l’eventuale coinvolgimento di una istituzione dello Stato (prefettura, ndr) che non ha colore politico».
Tra passato e presente
E proprio sul rapporto tra Prefettura e l’Asp, l’assessore Coletti distingue tra passato e presente: prima, tra i due enti vigeva una convenzione con scadenza annuale «siglata dalla precedente amministrazione», dove la prefettura delegava individuazione e gestione delle strutture coi privati che mettevano a disposizione gli immobili. Oggi «la convenzione non è stata rinnovata e con l’avvio e l’aggiudicazione dei nuovi bandi la Prefettura sta assumendo progressivamente la gestione diretta dell’accoglienza».
Dal passato e dal ruolo che ricopriva, e forte delle sue conoscenze da avvocato, chiude l’ex sindaco Tiziano Tagliani: «già altre indagini sono state archiviate (le posizioni dei 12 Cas indagati, ndr) e trovo alquanto originale si assumano provvedimenti di carattere politico. Il giudice valuterà se sono fondanti i rilievi, ma arrivare ad anticipare provvedimenti per ragioni politiche mi sembra abbastanza stupefacente, come è una stupidaggine attribuire colpe al Pd». –
Daniele Predieri
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
