Ufficio chiuso, utenti al freddo In fila sotto pioggia e vento
Ad aspettare davanti al camper allestito in piazza sono soprattutto anziani Il sindaco: «Ho messo a disposizione alcuni uffici ma mi è stato risposto no»
Da una settimana l’ufficio postale di Codigoro si è trasferito in un camper sempre in piazza Giovanni XXIII. Gli uffici sono stati chiusi per i lavori di adeguamento della sede e la presenza di un ufficio postale mobile rappresenta la volontà dell’azienda di dare continuità ai servizi postali e finanziari per i cittadini di Codigoro. Quale il problema? Il freddo, la pioggia e l’impossibilità di sedersi per gli utenti, per la maggior parte anziani. Anche ieri mattina le lamentele non sono mancate e il 27, data in cui si potrà tornare all’interno della sede, sembra essere ancora troppo lontano.
le richieste
«Noi tutti questi servizi li paghiamo, siamo clienti delle poste - dicono dalla piazza-. E pagando non possiamo accettare una situazione così. Le file ci sono e sono lunghe, così come i tempi d’attesa. Ma è anche normale perché alcune operazioni richiedono tempo. Dobbiamo quindi stare in fila, sotto la pioggia e al freddo».
«Sono quasi tutti anziani, non si possono nemmeno sedere. È davvero assurda una roba del genere. A prelevare dobbiamo andare a Pontelangorino, dove il Postamat va e non va. Oppure prelevare in banca, pagando le commissioni». «È da questa estate, da quando hanno fatto esplodere il bancomat che questo ufficio per una ragione o per l’altra non fornisce un servizio adeguato. E non per chi ci lavora, sia ben chiaro: anche loro devono stare al freddo ed in un situazione di disagio, portando a casa ogni giorni non poche insolenze dei clienti».
l’appello
Il sindaco Alice Zanardi ha subito messo a disposizione delle Poste gli uffici della Pretura, sempre in piazza ed attaccati all’Ufficio postale: «Ho chiamato Bologna, ho spiegato che il Comune proponeva questa soluzione alternativa, visto che i locali sono anche riscaldati - spiega il primo cittadino -. Mi hanno risposto di no: non si può per motivi tecnici e per una questione di cavo. Ho ribadito che il locale è attaccato al loro, così come il camper, ma niente, non vogliono».
La Zanardi ha quindi contattato le associazioni di volontariato, chiedendo una tensostruttura in prestito: «Hanno solo dei gazebo che andrebbero montati e smontati ogni giorno, con tanto di volontari che devono stare lì. Cerchiamo quindi, e lancio l’appello, una sorta di tendone chiuso, almeno da ospitare le persone e metterle a sedere». Il Comune non ne ha? «Purtroppo no e non riusciamo a comprarla in così breve tempo. Dovremmo poi mettere del personale e garantire la sicurezza...ci vorrebbe insomma troppo tempo e la speranza è che l’ufficio riapra davvero entro la fine del mese». —
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