«Effetti da studiare su bimbi e ragazzi a lungo termine»
Si chiama Aidefad (Associazione italiana disordini da esposizione fetale ad alcol e/o droghe), si è costituita a livello nazionale un anno fa ed è stata presentata lo scorso 23 settembre a Roma.
Claudio Diaz, il presidente e fondatore, ha spiegato che il suo obiettivo è occuparsi di un problema che solo rarissimamente volte ottiene una corretta diagnosi. «Molto spesso, la persona viene stigmatizzata da una società che non ha abbastanza consapevolezza su un tema così diffuso – afferma il presidente – Le sostanze psicoattive possono indurre anomalie nello sviluppo embriofetale: attraversano la barriera placentare e arrivano direttamente al feto causando una serie di problemi a breve e a lungo termine. In fase prenatale questi effetti vanno dall’aborto spontaneo al ritardo di crescita intrauterino, al basso peso alla nascita». Per quanto riguarda l’esposizione a sostanze stupefacenti la crisi d’astinenza del neonato, prosegue l’associazione, tende a risolversi se trattata in poco tempo, ma solo di recente cominciano a essere pubblicati studi che correlino l’esposizione a droghe con manifestazioni neurocomportamentali e cognitive nell’infanzia/adolescenza.
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