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dopo i colpi in centro 

Le farmacie in prima linea «Allarmi sì, anche pene certe»

Daniele Predieri
Le farmacie in prima linea «Allarmi sì, anche pene certe»

Federfarma agli associati: «Installate sistemi e non reagite, per evitare rischi» Afm, parte civile contro altri rapinatori: «Più sicurezza per cittadini e dipendenti» 

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La Polizia è già sulle sue tracce, ha le idee chiare su chi possa essere il nuovo rapinatore seriale delle farmacie: ferrarese, trentenne, che armato di cutter non ha convinto nessuno, visto che le ultime due rapine nelle Farmacie Calzolari di Cortevecchia e Centrale di via Cavour sono andate a vuoto. Se lui ha le ore contate, altri due rapinatori protagonisti di assalti a farmacie della città dell’Afm, all’inizio dell’anno, sono in carcere e sotto processo a fine novembre (vedi scheda a fianco).

Farmacie in prima linea

Episodi che riportano di estrema attualità il problema sicurezza nelle farmacie, da sempre in prima linea ed esposte, vista la imprevedibilità e pericolosità dei rapinatori” di turno spesso «disperati». «Questi ultimi episodi ci inducono a ribadire quanto indichiamo da sempre - ricorda Stefania Menegatti, Federfarma Ferrara, associazione farmacie private - Diciamo alle nostre farmacie di munirsi di sistemi d’allarme, non risolvono il problema ma sono un deterrente, con telecamere e sistemi collegati alle forze dell’ordine. Poi, di fronte a possibili situazioni, si cerchi di non reagire, non mettere a rischio la propria vita, come indica Federfarma nazionale alla luce del fatto che siamo tra le categorie più bersagliate soprattutto nelle grosse città».

Le forze dell’ordine fanno ciò che possono, con controlli e altro, ma ribadisce e chiude la Menegatti «aiuterebbe, lo ripetiamo anche a livello nazionale, la certezza della pena per i malviventi che vengono scoperti: questo sarebbe il deterrente più forte di tutti».

La richiesta di sicurezza per posti di “frontiera” come le farmacie (spesso prese di mira da tossicodipendenti e altro) non è una novità: anche a Ferrara, tra gennaio e febbraio scorsi, tre farmacie dell’Afm furono rapinate e poco dopo i rapinatori arrestati. E allora, ieri come oggi la sicurezza è la priorità, spiegano il direttore Afm Michele Balboni e Luca Cimarelli, neo presidente Holding Ferrara Tua che gestisce Afm.

Dopo i colpi invernali

Dopo i fatti dell’inverno, la stessa Afm si era attivata con una serie di attività, arrivando a proporre anche la chiusura anticipata in orario serale. Dopo quei fatti, la Afm si è mossa: «Ovviamente abbiamo dotato tutte le farmacie di sistemi di controllo funzionanti con telecamere e sistemi di contatto diretto con le forze dell’ordine - sottolinea Cimarelli stesso -. Sistemi di deterrenza tra i migliori per scongiurare fatti analoghi. Per questo abbiamo anche promosso incontro tra il nostro personale con le forze dell’ordine per comprendere cosa meglio a fare». Istruzioni per l’uso, dunque, nel caso si presentasse il rapinatore di turno, balordo o disperato che sia.

Telecamere n funzione

«È giusto che si sappia che le telecamere sono tutte funzionanti e consentono un controllo reale non solo nel caso di un malintenzionato o un malvivente, ma per ciò che può accadere all’interno: un modo per garantire il lavoro più sicuro possibile ai nostri impiegati e impiegate, la maggior parte, e per i cittadini utenti». Tutto questo va nel segno della decisione di rappresentare Afm, come parte civile al processo che si svolgerà prossimamente in tribunale: «Una decisione - spiega il direttore Balboni - adottata proprio per ribadire la nostra posizione di fronte a questi fatti per garantire sicurezza e tutela ad utenti e nostri dipendenti». —

Daniele Predieri

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