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Mare senza barriere Danni ai Bagni nord

Katia Romagnoli
Mare senza barriere Danni ai Bagni nord

Intervento non effettuato e l’acqua ha invaso gli stabilimenti La disperazione dei balneari: «Così stiamo perdendo tutto»

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LIDI. Apocalittico e desolante il panorama che si è presentato alle prime luci dell’alba, quando i proprietari degli stabilimenti balneari, dopo una notte insonne, hanno dovuto rimboccarsi le maniche, per cominciare a liberare locali, cabine, aree giochi, campi da beach volley e verande, invasi completamente dall’acqua del mare. La temuta ingressione marina si è purtroppo registrata al Lido di Volano con un effetto dirompente, soprattutto nella zona più a sud, colpendo il Bagno Ipanema, il più danneggiato, ed i vicini stabilimenti balneari Virna, Pinguino, Play Ground e Isa.

la forza del mare

I 250 metri del pontile, già chiuso per lavori, sono stati letteralmente risucchiati dalla forza impetuosa del mare che, nella sua avanzata, non ha risparmiato buona parte delle dune di protezione erette dai titolari dei bagni, a costi propri, in attesa del ripascimento già da tempo programmato dalla regione Emilia Romagna.

«Ieri eravamo a Bologna con l’assessore Gazzolo proprio a discutere di queste problematiche – osserva amareggiato Luca Callegarini, presidente della cooperativa degli stabilimenti balneari del Lido di Volano – e che erano stati superati i cavilli burocratici che avevano provocato un rinvio del ripascimento. Ci è stato confermato che sarebbero partiti nei prossimi giorni. Ormai è troppo tardi».

le reazioni

Rabbia e desolazione traspaiono nelle parole di Davide Bottoni, titolare del Bagno Play Ground e di Umberto Cimatti, proprietario del Bagno Ipanema, stabilimento reso irriconoscibile dall’irruenza del mare, all’interno del quale sono intervenuti ieri mattina anche i vigili del fuoco del distaccamento di Codigoro.

I freezer sono sott’acqua e ho perso anche il pesce che conservavo per le aperture della ristorazione nel fine settimana», lamenta Umberto Cimatti, mentre l’acqua gli sfiora gli stivali fin quasi al bacino.

L’acqua alta, che ha raggiunto nella serata di martedì il picco massimo di 1,60 metri, anche ai lidi Nazioni, Pomposa e Scacchi ha reso completamente invisibili le barriere tant’è che «dopo essersi mangiata gran parte delle dune sabbiose di protezione – interviene Gianni Nonnato, presidente del consorzio del Lido delle Nazioni –, nella zona più critica che comprende i Bagni Cristallo, Prestige, Lidò e Orsa Minore, è arrivata a lambire le strutture. Con la prossima perturbazione arriverà ai bar, oltre i quali c’è l’abitato».

Non usa mezzi termini Nicola Bocchimpani, presidente di Asbalneari, che raggruppa gli stabilimenti dei Lidi Scacchi, Pomposa e Nazioni, il quale riconosce che «siamo fortemente preoccupati. Sono stati stanziati 3 milioni di euro per la messa in sicurezza della costa, ma ne servirebbero 45 e le scogliere adesso sommerse non svolgono la loro funzione di difesa. Devono essere innalzate». —

Katia Romagnoli

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