«Nel nostro territorio dipendenze soprattutto da eroina e cocaina»
Luisa Garofani, dirigente del Ser.T, spiega come agisce il servizio La gestione dei percorsi in tandem con le autorità di tutela sui minori
il contesto
Una madre tossicodipendente può accorgersi dello stato di gravidanza dopo mesi, a causa delle modificazioni che la sua condizione determina nei cicli dell’organismo. «A quel punto, se anche volesse, l’aborto non è più una scelta praticabile e comunque spesso la madre non sceglie questa strada anche quando è ancora possibile adottarla», spiega Luisa Garofani, direttore del Servizio Dipendenze Patologiche-Ser.T dell’Asl.
Il motivo è che la nascita di un bimbo «rappresenta una svolta molto importante nella vita di un adulto e può essere la motivazione decisiva che dà la spinta per uscire da un vicolo cieco», prosegue la dirigente.
Si tratta sempre di casi complessi da affrontare sia dal punto di vista sanitario che psicologico e sociale.
Se, ad esempio, la gravidanza arriva durante una fase di disintossicazione da parte del genitore, potrebbe essere rischioso scalare le dosi del metadone «perché non si conoscono (ed è più difficile controllare) gli effetti che questa riduzione potrebbe avere sull’organismo del bambino che non è ancora nato», precisa il direttore del servizio.
A Ferrara e provincia, conferma Luisa Garofani, si contano casi di bimbi in astinenza neonatale, «ma non sono molti e forse neanche in crescita rispetto al passato. Devono però essere valutati e affrontati con tutte le competenze disponibili e in modo da tutelare per quanto è possibile il soggetto più debole, che è sempre il bambino».
Per questo motivo, aggiunge Luisa Garofani, viene allertato il Servizio minori e questo passaggio può avvenire in qualsiasi momento.
«Non sempre infatti la donna in gravidanza è una persona seguita dal Ser.T e quindi l’attivazione degli operatori del Servizio minori può non essere tempestiva - prosegue la dirigente - Si agisce comunque sulla base di protocolli adottati dai servizi territoriali e si collabora con tutti gli operatori interessati, compresi i medici e gli specialisti dell’ospedale».
A Ferrara la dipendenza più frequentemente riscontrata non è da droghe sintetiche, «ma da eroina (oggi non solo iniettata ma anche fumata) o da cocaina». —
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