Gli stabilimenti critici sul piano di emergenza «La “toppa” non basta»
LIDI. Comincia la difficile conta dei danni sulla costa comacchiese, dopo la mareggiata che ha messo in ginocchio le aree del litorale, con particolare riferimento ai lidi nord e all’ultimo tratto del Lido di Spina, da sempre più esposti all’erosione costiera.
Già nel pomeriggio di mercoledì sono stati avviati i lavori di messa in sicurezza, mediante il ripristino delle dune sabbiose aggredite dall’impeto delle onde, arrivate a sfiorare i due metri di altezza. Il ripascimento di somma urgenza, per un importo di 100mila euro è curato dall’agenzia regionale di protezione Civile. «Si tratta di sabbia di riporto, poco compatta – osserva amareggiato Luca Callegarini, presidente della cooperativa degli stabilimenti balneari del Lido di Volano, nonché funzionario provinciale di Confesercenti – e se arriva un’altra mareggiata siamo di nuovo sott’acqua. Per quanto riguarda la stima dei danni – va avanti Callegarini – che potrebbero essere ingenti, si oscilla dai 15 ai 30 mila euro per ogni bagno. L’Ipanema perde anche i mancati incassi del fine settimana, dato che teneva aperta la ristorazione nel week end in questo periodo».
Al Governo che sta adottando una serie di misure urgenti per fronteggiare la catastrofe che ha devastato la laguna di Venezia, si invoca l’estensione del riconoscimento dello stato di calamità anche a sostegno della costa comacchiese. «Non dimentichiamo che chi ha subito danni con la mareggiata del 2018 – conclude Callegarini –, deve ancora percepire i rimborsi di quella calamità. I tempi sono biblici e siamo preoccupati per questo». In sintonia con Callegarini, anche Nicola Bocchimpani, presidente di Asbalneari, che raggruppa gli stabilimenti dei lidi Scacchi, Pomposa e Nazioni, a rischio ingressione marina. «Come fanno a ripristinare le dune adesso se l’arenile è sepolto da tronchi talmente grandi che vanno tagliati con la motosega, altrimenti non trovano spazio nei camion e del resto un trattore per realizzare le dune, oltre che di sabbia, ha bisogno di spazio per operare». —
Katia Romagnoli
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