A caccia con richiami vietati Multa e “daspo” venatorio
La polizia provinciale dopo un appostamento ha colto sul fatto i due uomini Per due mesi non potranno tornare nelle Valli, sequestrati fucili e selvaggina
COMACCHIO. Stavano cacciando nelle Valli di Comacchio utilizzando un richiamo acustico vietato dalla legge che aveva già fatto un paio di “vittime”, due esemplari di Alzavola.
Sono stati multati ed “espulsi” dalla zona pre-parco i due cacciatori comacchiesi scoperti dagli agenti della polizia provinciale mentre stavano violando una delle regole fondamentali per l’esercizio dell’attività venatoria. Trasgressioni che hanno un profilo penale e comportano una multa fino a 1.500 euro, a cui si è aggiunta una sorta di “daspo”, ovvero otto settimane di sospensione dall’esercizio venatorio nell’area pre-parco, che verrà comminata a partire dalla prossima stagione di caccia.
L’appostamento
È successo attorno alla mezzanotte tra giovedì e venerdì quando una pattuglia della Polizia provinciale a bordo della propria imbarcazione si era appostata sopra un dosso nelle valli di Comacchio.
Dal punto di osservazione gli uomini in divisa hanno notato due persone all’interno di un tipico appostamento di caccia, realizzato in tine di cemento.
I due, entrambi residenti a Comacchio, al passaggio in volo dei germani reali hanno acceso il richiamo acustico direzionando l’altoparlante verso l’alto, provocando così l’immediato intervento degli agenti provinciali, in quanto si tratta appunto di mezzi vietati dalla legge.
Dopo una breve verifica dell’appostamento, è stato ritrovato il richiamo acustico con la batteria impiegata per farlo funzionare e due altoparlanti, oltre alla cassetta per riprodurre i richiami degli animali allo scopo di attirarli verso il capanno di caccia e, infine, i due esemplari di Alzavola abbattuti in precedenza.
Accuse e sanzioni
È stato loro contestato il reato di caccia con l’uso del richiamo acustico in concorso, e da qui sono scattate le misure previste, ovvero la multa e la sospensione della licenza per due mesi all’interno della stessa area in cui è stato compiuto l’illecito.
I due fucili e la selvaggina abbattuta sono stati sequestrati e messi a disposizione dell’autorità giudiziaria, come il richiamo acustico di cui è prevista la confisca e la distruzione.
«Ringrazio, per l’attività profusa dai colleghi, in un servizio che è durato molte ore, nelle valli e in condizioni di forte disagio – dice il comandante della Polizia provinciale, Claudio Castagnoli – e con interventi come questo, pur nell’esiguità dell’attuale organico, cerchiamo sempre di far comprendere a tutti come sia importante rispettare le regole». —
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