Almeno 200 ferraresi colpiti da asma cronica
Salire le scale, portare una borsa della spesa, fare qualche passo veloce per prendere l’autobus. Per qualcuno questi semplici gesti quotidiani possono diventare un’impresa. Capita a chi soffre di asma grave, circa 18mila persone in Emilia-Romagna sulle quasi 250mila che soffrono di asma.
Per molti di loro lo specialista può indicare la cura ottimale, che può davvero “cambiare la vita” andando ad agire sugli invisibili meccanismi che inducono la terribile fame d’aria. Se ne parlerà all’incontro pubblico: “Senza respiro: come fronteggiare l’asma grave” in programma il 19 novembre alle 18 all’Hotel Millenn di Bologna, a cui partecipa, insieme ad altri esperti emiliani, anche Alberto Papi, direttore della Clinica di Malattie Respiratorie dell’Università di Ferrara.
«I pazienti che soffrono di asma grave, cioè che non rispondono alle terapie standard massimali non sono molti– spiega Papi – ma la loro vita qualità di vita è compromessa, scandita dai tempi dei farmaci, dalle riacutizzazioni, dalle continue corse in ospedale». A Ferrara e provincia si stima siano il 5-10% dei 4000 asmatici cronici. Fortunatamente però si può arrivare a trattare in modo ottimale questi casi. «Oggi – prosegue Papi – esistono anticorpi monoclonali che possono agire sulle immunoglobuline che entrano in gioco in caso di allergia, o sull’Interleuchina-5 passaggio chiave nello sviluppo della patologia in chi presenta un elevato tasso di particolare globuli bianchi, gli eosinofili. Questi farmaci possono ridurre di oltre il 50 per cento i ricoveri e gli accessi in ospedale. Ricordate però che non curano tutti i tipi di asma e possono beneficiarne solo i malati con asma grave e particolari caratteristiche rilevabili con semplici esami del sangue».
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