Cantiere navale del Delta allagato Sedici operai rischiano il posto
La struttura si trova nella parte vecchia del porto di Goro, 50 centimetri d’acqua all’interno L’appello: «Qui non sono previsti lavori, ma così la nostra attività non può continuare»
Il caso
Il Cantiere navale del Delta è finito ancora una volta sott’acqua. E adesso rischia di chiudere, con sedici operai specializzati che tremano al solo pensiero.
«Non ne possiamo più, non riusciamo ad andare avanti in queste condizioni - spiega agitato Sandro Farinelli -. L’acqua è arrivata fin dentro, almeno cinquanta centimetri e anche più nella parte bassa. L’altra notte siamo corsi qui, abbiamo messo in sicurezza i macchinari e tolto tutti i cavi, ma tanto materiale va adesso buttato via».
l’allarme
«Per noi non c’è speranza, questa parte del Porto non rientra nemmeno nel prossimo stralcio di lavori. E non solo, quando andranno ad alzare anche la parte della banchina che dà verso il mare, noi resteremo sotto. Ma possibile? Per poche decine di metri devono salvarci».
All’interno del cantiere si entra passando su una grossa tavola di legno. Gli uomini eri mattina erano tutti impegnati in lavori di manutenzione ordinaria, con i macchinari che devono restare spenti per ovvi motivi.
«Questa è una realtà importante per Goro. Qui non solo vengono da tutto il nord a lasciare le barche durante la stagione invernale, ma siamo soprattutto un punto di riferimento per i pescatori. Abbiamo anche in manutenzione una motovedetta della Guardia costiera, quella grande. Possibile che si debba far morire una roba del genere per cosa? Perché nel 2020 non riusciamo a contenere l’acqua? Siamo arrabbiati, ma anche delusi e stanchi. Perché ci spacchiamo la schiena e perdiamo tutto nel giro di poco».
i lavori
La parte nuova del Porto è stata finita, la banchina alzata di circa un metro, ma è comunque finita sotto. «Un evento eccezionale, è vero, ma le domande che a questo punto dobbiamo porci sono tante perché di tempeste così ce ne saranno molte purtroppo - dice il consigliere provinciale e comunale Gino Soncini -. Previsto anche un secondo stralcio per la parte vecchia, ma la banchina arriverà a circa metà porto, resta fuori tutta la parte verso il nord, dove c’è anche il Cantiere navale». Ecco quindi l’appello: «La speranza è che la Regione possa anche finanziare l’ultimo stralcio che completerà così il piazzale Leo Scarpa e il nostro cantiere navale sarà così salvo». Spostarlo altrove? «Non è pensabile adesso, per una questione in primo luogo di spazi e di caratteristiche ben precise che un’attività del genere deve avere».
«Non possiamo e non vogliamo chiudere ma se la stagione continua con questo andazzo non abbiamo alternative anche perché i danni sono ingenti e non possiamo nemmeno rischiare di veder rovinate barche che hanno costi molto importanti - va avanti Farinelli -. L’invito è diretto ai nostri amministratori, a tutti quelli che possono darci una mano: venite a vedere come siamo ridotti. Venite a vedere come i futuro di sedici famiglie è aggrappato a quella passerella di legno instabile. Venire, per favore». —
An.Bo.
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