Patto per il lavoro a Ferrara Govoni: serve dare nuova linfa
Il presidente della Camera di Commercio chiede un maggiore gioco di squadra «La classe politica deve fornire un chiaro indirizzo nello sviluppo del territorio»
«Dare nuova linfa al Patto per il lavoro sottoscritto, all’unanimità, il 28 settembre 2018 per fare della provincia di Ferrara un territorio delle opportunità, attraente per le persone ed attrattivo per le imprese».
Questa la posizione di Paolo Govoni, presidente della Camera di commercio, che ha aggiunto: «Con la firma del Patto per il lavoro si è dato avvio, in coerenza con principi, obiettivi e linee strategiche della Regione Emilia-Romagna, ad un importante percorso di riposizionamento e di rilancio del territorio ferrarese attraverso una riflessione approfondita sui vincoli attuali ed individuando nuovi generatori di crescita e di attrattività. Adesso occorre realizzare concretamente questa visione, puntando sul gioco di squadra tra i diversi attori coinvolti in tale percorso: la classe politica, che deve fornire un chiaro indirizzo allo sviluppo e dare coerenza alle scelte nel lungo termine; il sistema di rappresentanza, chiamato a contribuire ad un progetto comune, apportando idee e competenze, e la società civile che deve farsi parte attiva sostenendo questi processi in logica partecipativa».
Le imprese
Il lavoro lo crea l’impresa, per questo va supportata sostenendo gli investimenti e rimuovendo i tanti ostacoli che frenano lo sviluppo e che a volte impediscono persino la sopravvivenza di una impresa: eccesso di burocrazia, un sistema di regole spesso inadeguato, farraginosità del mercato del lavoro, carenza di infrastrutture, materiali e immateriali. Questa, in sintesi, la posizione della Camera di commercio, che spinge l’acceleratore sull’unica vera dimensione per partecipare alla sfida della competitività: la selezione condivisa di progetti di valore strategico, in grado di produrre reali cambiamenti positivi, e la capacità di portarli a termine, partendo dai punti di forza che caratterizzano la provincia di Ferrara: snodo tra Emilia e Romagna, forti specificità economiche, un sistema della formazione di qualità, un ambiente fertile per l’innovazione e la ricerca, una straordinaria vivacità culturale e creativa, una grande comunità solidale. Attrazione di nuovi investimenti; Nascita di nuove imprese e consolidamento di quelle esistenti; Snellimento della burocrazia locale; Incontro fra domanda e offerta di lavoro; Infrastrutture e mobilità: cinque priorità rispetto alle quali, dunque, la Camera di commercio chiede agli Attori politici, economici e sociali del territorio di riattivare quella regia “forte” di sistema sancita proprio dal Patto per il lavoro e capace di guidare, in modo coordinato, il processo di cambiamento dell’economia provinciale attraverso un percorso di sviluppo riconosciuto come condivisibile e possibile.
Tutto questo tenendo conto, in particolare, degli ultimi due dati fotografati dall’Osservatorio dell’economia della Camera di commercio. Le imprese ferraresi hanno una vita media di 13 primavere (12 anni la media nazionale) e sono quelle meno giovani a garantire la fetta più importante dell’occupazione.
A fine 2018, quasi 6 imprese su 10 risultano costituite prima del 2009. Questo universo di aziende longeve concentra più del 70% degli addetti del settore privato. —
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