Proteste sul doposcuola non ancora partito E Serravalle fa da sé
BERRA. Scuola in affanno nel Comune di Riva del Po. Un affanno che non riguarda tutto il territorio ma, come direbbe il sindaco/medico Andrea Zamboni a un suo paziente, ha un polmone che non “ventila bene”. La parte che arranca è quella dell’ex Comune di Berra. Tre paesi – Berra, Cologna e Serravalle – con un unico plesso scolastico, quello di Berra, che allo squillo della campanella di settembre è partito con diversi problemi. Uno su tutti i tanti acclamati pre e doposcuola, annunciati ma mai iniziati, e non se ne sente parlare. «Un ufficio scolastico pressoché inesistente» erano stati i commenti di molti genitori prima dell’inizio della scuola. E, ancora, «Ci avevano detto che avrebbero fatto un incontro per dirci molte cose, ma abbiamo scoperto tutto qua e là, e solo per sentito dire».
A Serravalle il doposcuola, per ora, è partito ma ad organizzarlo è la parrocchia, nei giorni che non c’è il rientro pomeridiano alla scuola. Anche con un pizzico di orgoglio, spiega Leonardo Peverati, ex politico di lungo corso e promotore della petizione contro la chiusura delle scuole a Serravalle: «Da sempre Serravalle tende a levare le castagne dal fuoco da solo – spiega Peverati –. Pensate che ci è stato riconosciuto pure da un sindaco berrese... Ci lamentiamo, ma cerchiamo di fare. Cerchiamo, perché attenzione che tutto non possiamo: strade, illuminazione, lavoro, anche se ce l’abbiamo sempre messa tutta, tariffe, opportunità per i giovani. Abbiamo anche una certa avversione a parlare di “turismo locale. Chi vuole intendere intenda”. E poi le “solite cose”, quelle che riguardano tutto il Comune, promesse in campagna elettorale ma ancora da sviluppare...». —
D.M.
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