Sfida Bonaccini-Borgonzoni in tv: sardine, sanità e fair play
Il sondaggio Ixè: Bonaccini raccoglie molta più fiducia, ma le liste di centrodestra sono leggermente avanti
Tantissima sanità, molto fair play (appena incrinato da qualche piccolo affondo dialettico) e un pizzico di sardine, intese come movimento spontaneo tenuto a battesimo dalla regione e ormai in formato esportazione. Sono gli ingredienti principali del confronto tv, ospitato da CartaBianca su Rai3 tra Lucia Borgonzoni e Stefano Bonaccini. In cui sono stati diffusi anche i risultati di uno studio Ixè sulla fiducia verso i due sfidanti (Bonaccini 68%, Borgonzoni 45%) e le intenzioni di voto in Emilia Romagna per le liste (totale centro destra 33,1 - 34%, totale liste di centro sinistra 31,6 - 33,7%).
«Stefano» e «Lucia» - a tratti i duellanti per la guida della Regione Emilia-Romagna si danno del tu - si confrontano sciorinando numeri su numeri, sostanzialmente sulle criticità di un sistema sanitario che il presidente della Regione rivendica «migliore di quello veneto», stuzzicando l’antagonista della Lega sul tema che «è stato il tuo governo a riconoscere all’Emilia-Romagna il valore di benchmark in materia». Borgonzoni mostra un voluminoso pacco di carte, «le segnalazioni di 300 cittadini» per evidenziare punti critici e Bonaccini si dice disponibile a esaminarle e rispondere, perchè «rispondiamo a tutti». Il tono sale un pò quando Borgonzoni invita Bonaccini «a non ricorrere a trucchetti» e lui la stoppa seccamente usando il cognome, «attenta alle parole Borgonzoni», ma il faccia a faccia si snoda senza punte polemiche. Alla fine, l’esponente leghista respinge al mittente l’accusa di essere stata troppo nell’ombra del leader Salvini. «Almeno questa sera hanno capito tutti benissimo che non è come dice lui, che sono ’non parlantè».
Borgonzoni e Bonaccini si trovano anche d’accordo quando si tocca il tasto del "censimento dei citofoni" di alcuni esponenti locali di FdI che, per denunciare quello che ritengono uno squilibrio a danno degli italiani nell’assegnazione delle case popolari, hanno fotografato e diffuso i nomi sulle targhette dei citofoni. «Non è questo il modo... Così si presta il fianco alle polemiche», è la censura che arriva dall’esponente leghista, con
Bonaccini ad «apprezzare che Borgonzoni non condivida queste modalità». Le distanze tornano ad ampliarsi quando si paela di sardine.
Bonaccini assicura che «non intendo mettere il cappello su un movimento spontaneo» ma segnala che per esempio a Modena «è accaduto qualcosa che qualche mese fa era inimmaginabile, con Salvini costretto a ripiegare su un ristorante mentre la piazza era piena di migliaia di persone». Qui Borgonzoni tira fuori lo screenshot dell’attivista che ha postato sui social una foto di Matteo Salvini a testa in giù, auspicando l’arrivo di un ’giustiziere socialè e dice «che sono felice che ci siano le piazze ma è inammissibile che chi le organizza faccia queste cose». E qui è Bonaccini a segnalare che «quella ragazza ha fatto un errore drammatico ma attenti ad additarla al ludibrio social che ho visto si sta scatenando».
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