Omicidio Cenci, pena dimezzata a Eder
La corte d’appello ha riconosciuto seminfermità e attenuanti generiche: da 30 a 16 anni. Guidarelli è scoppiato a piangere
Colpo di scena nella vicenda processuale dell’omicidio Cenci. La Corte d’assise d’appello di Bologna ha praticamente dimezzato la condanna di Eder Guidarelli per l’omicidio di Marcello Cenci, avvenuto il 2 luglio 2017 a Valencia. La sentenza emessa ieri pomeriggio, ha infatti ridotto la pena da 30 a 16 anni, avendo concesso le attenuanti generiche e la seminfermità mentale, e avendo riconosciuto l’aggravante della minorata difesa. L’omicida era in aula e alla lettura della sentenza è scoppiato a piangere, mentre i genitori di Cenci, papà Mario e mamma Roberta, pure presenti in tribunale, hanno lasciato all’avvocato di parte civile Valentina Bordonaro uno stringato commento: «Il riconoscimento delle attenuanti equivalenti alle aggravanti contestate è inspiegabile ma attendiamo di leggere le motivazioni». La famiglia aveva diffuso nelle scorse settimane una lettera-appello ai giudici proprio in previsione di possibili revisioni della sentenza di primo grado del tribunale di Ferrara. Le motivazioni saranno note tra trenta giorni. La Procura generale, che aveva chiesto la conferma dei 30 anni partendolo dall’ergastolo (giudizio abbreviato) e il riconoscimento della premeditazione e della minorata difesa, ha già dichiarato la sua intenzione di fare ricorso per Cassazione.
dispositivo
La sentenza firmata dal presidente della sezione 1ª sezione della Corte d’assise d’appello di Bologna, la stessa della “tempesta emotiva” del caso Matei, presieduta da Orazio Pescatore, ha «riconosciute le circostanze attenuanti generiche e l’attenuante di cui all’art. 89 codice penale (la seminfermità, ndr), reputate le stesse equivalenti all’aggravante di cui all’art. 576 n. 5. 1 codice penale e alla riconosciuta aggravante di cui all’art. 61 n. 5 codice penale», cioè l’aver commesso stalking e la cosiddetta minorata difesa, cioè l’aver approfittato di una situazione di debolezza della vittima. Come in primo grado, non è stata riconosciuta l’aggravante della premeditazione. Di qui la condanna a 16 anni, previo il «riesame della pericolosità sociale da valutarsi in prossimità del fine pena per la durata di 3 anni». L’imputato dovrà risarcire la famiglia Cenci per le spese processuali di 3mila euro.
reazioni
I legali di Guidarelli, Eugenio Gallerani e Giacomo Forlani, hanno dettato questo commento: «È una grande tragedia, non bisogna dimenticare che è morto un ragazzo. La Corte d’assise d’appello ha compreso cosa si agitava nella tesa di Eder in quei giorni e i deliri che lo hanno risucchiato in un vortice da cui non poteva uscire». Guidarelli resta in carcere all’Arginone, senza applicazione di particolari regimi carcerari.
L’amarezza dei Cenci era intuibile ieri in aula, e del resto traspariva, quasi in maniera preventiva, dalla lettera aperta del 25 settembre, dove si leggeva tra le altre cose che Guidarelli aveva «diritto al processo di appello, giuridicamente indiscutibile e umanamente corretto»; ma che «forse si stanno cercando dei “cavilli giuridici” per cercare di cambiare la pena all’assassino di Marcello. Forse si spera di cambiare le provvisionali, stabilite dai giudici a favore della nostra famiglia; cosa del tutto insignificante visto che non saranno onorate». L’ultima parola dovrà scriverla la Cassazione ma per capire qualcosa di più sarà appunto necessario attendere le motivazioni dell’appello. —
S.C.
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