La Nuova Ferrara

Ferrara

Stava sempre rintanato in casa Usciva solo assieme alla nonna

I vicini: lo vedevamo sull’auto accompagnato dalla anziana donna  Sentivamo le urla fino in strada, arrivavano i carabinieri e cercavano lui 

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FERRARA.  Lo vedevano uscire di casa solo con la nonna, sull’auto con lei, insieme. Per andare a fare la spesa, dal tabaccaio o in giro. Il resto del tempo lo passava chiuso in casa ed era diventato da tempo un problema. Pierpaolo Alessio, il ragazzo di 22 anni accusato di aver ucciso la nonna Maria Luisa Silvestri, viveva quasi solo in casa. Barricato in casa. Pochi amici, qualche sera in giro. Pochi interessi. E soprattutto nessuna occupazione. Come tanti giovani di oggi che non studiano, non lavorano, non fanno. Lui aspettava, nonostante gli sforzi della sua famiglia, quella dei nonni e della madre di spronarlo, di farlo reagire. Ma soprattutto dopo il lutto che lo aveva colpito, quella del padre Mario vittima di un Tir l’anno scorso, non era stato più lui. Si era spento ancora di più.

Come ricordava il suo amico d’infanzia, oggi studente universitario («Ho un esame oggi come faccio a darlo non lo so»), “Pier” aveva una scolarizzazione bassa: le scuole medie, e poi i primi due anni alle superiori, all’Itis, abbandonati. Per non far poi praticamente nulla. Questo il contesto in cui lo vedevano i vicini di casa: «Le uniche volte che lo abbiamo visto - ripetono più o meno tutti - era con la nonna». Nonna che il vicino che abita nella casa di fronte, Giorgio Franchi, ricorda eccome: «Una donna gentile, lui sempre con lei , sapevamo dei contrasti tra nipote e nonno». Sapevano, e così ieri hanno subito intuito che la tragedia di via Marconi avesse come protagonisti i loro vicini e quel ragazzo. Anche lui Giorgio Franchi leggendo ieri mattina le notizie in Internet si era detto «Non sarà mica quel ragazzo che abita davanti a noi?». Nessuna preveggenza, purtroppo, ma la coincidenza di fatti e allarmi. «Si sentivano le urla anche da casa mia, si sentiva che imprecava: la nonna la conoscevamo, era davvero una donna d’oro, si faceva in quattro per quel ragazzo».

Anche Anna lo vedeva solo e soltanto accompagnato dalla nonna. E racconta che spesso i carabinieri arrivavano: «Una volta suonarono al mio campanello, siamo qui nella stessa palazzina al 102 di via Vallelunga, sentì che erano i carabinieri: un tuffo al cuore, temevo fosse successo qualcosa di grave. «Cerchiamo Alessio» mi dissero, e risposi che abitava accanto: questo era l’ultimo dei problemi che c’erano». —

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