Scati elogia il Tribunale e sollecita i magistrati: «Attenti al lato umano»
«La giurisdizione da parte di chi la esercita non è mero esercizio di potere, ma un servizio per la comunità. Il magistrato deve essere consapevole del proprio potere e dei propri atti, deve valutarne gli effetti e non dimenticare mai che dietro ogni fascicolo c’è una persona». Il nuovo presidente del Tribunale di Ferrara, Stefano Scati, lancia un messaggio ficcante e garbato ai colleghi, convocati ieri mattina per la presentazione ufficiale, nell’aula B del Palazzo di Giustizia. Annuncia che riprenderà in mano «divorzi e separazioni», elogia giudici, procuratori e avvocati di Ferrara.
Ricorda che quello di via Borgoleoni è «uno tra i primi tribunali in Italia per efficienza: Ferrara è seconda solo a Ravenna a livello distrettuale per cause civili ultratriennali e ha un tasso più basso della media per prescrizioni». L’obiettivo è di mantenere alto il livello e, se possibile, di avanzare ancora.
Un omaggio sentito a chi l’ha preceduto («l’ex presidente Rosaria Savastano era una persona di grande umanità, dolce e altrettanto ferma quando serviva») e un apprezzamento alla facente funzioni, Piera Tassoni («In questo anno ha svolto molto bene il lavoro di reggente»). Ferrara? «La conosco da turista. Bella». La carriera: Scati, 60 anni, è piemontese di Tortona (Al), laurea a Pavia, incarico di 3 anni in BankItalia (ufficio vigilanza di Milano), 3 anni da sostituto procuratore a Vigevano, uditore per 3 anni a Milano, poi 17 anni al Tribunale di Reggio con funzioni prevalentemente civili, altri 4 anni e mezzo a Vigevano e infine 5 anni e 4 mesi a Bologna, da presidente della Corte d’Assise. —
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