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La Fials all’attacco: «L’Asl spreca soldi per un sondaggio»

Incarico da 90mila euro in due anni per indagine su soddisfazione utenza 

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la polemica

L’Asl cerca un operatore da arruolare con contratto libero professionale per misurare il miglioramento della qualità dei percorsi clinici e assistenziali stimolando la partecipazione e motivazione dei cittadini/utenti (empowerment di comunità). Un obiettivo che non appare proprio immediato da cogliere sulla carta ma per il quale, cioè per rintracciare il candidato giusto in grado di «misurare il valore creato dai percorsi clinico-assistenziali con nuove metodologie di indagine sistematica», sono stati stanziati 90mila euro in 2 anni. L’avviso è stato pubblicato sul Bollettino Regionale il 6 novembre scorso ed era stato adottato dall’Asl il 24 ottobre (determina n. 1425).

Le ragioni del no

Queste risorse economiche, scrive il sindacato Fials, vengono di fatto sottratte all’assunzione di «operatori sanitari, medici, infermieri, oss ed altri profili indispensabili».

Ma soprattutto, scrive Fials, l’azienda sanitaria le spende nonostante abbia un Ufficio Relazioni con il Pubblico, propri Comitati Consultivi Misti (composti da cittadini e sindacati), un sistema di «relazioni sindacali con i lavoratori», un sistema di accreditamento che consente «la periodica valutazione qualitativa di tutti i servizi», una “Sezione Benessere Organizzativo” dell’Amministrazione trasparente, un Organismo Indipendente di Valutazione che «monitora il funzionamento complessivo del sistema della valutazione, della trasparenza e integrità dei controlli interni ed elabora una relazione annuale sullo stato dello stesso, anche formulando proposte e raccomandazioni ai vertici amministrativi». Un incarico «inopportuno», quindi, per la segretaria provinciale della Fials, Mirella Boschetti, che sottolinea alcune emergenze irrisolte del sistema sanitario locale, come la mobilità passiva, il costi per i farmaci, il sovraffollamento dei pronto soccorso, la difficoltà di ricovero dei pazienti nei reparti per acuti o nelle strutture intermedie, la «solitudine dei pazienti non autosufficienti o con handicap e delle loro famiglie», oltre alla scarsa capacità di ascoltare «il personale sanitario in prima linea». Fials torna anche sulla questione dell’incarico da videogiornalista finanziato con un contratto da 40mila euro dall’Asl per il quale l’azienda ha deciso di «riformulare i requisiti e/o riaprire i termini delle domande».

Il sindacato chiede il ritiro dell’avviso e di indicare con precisione i motivi per cui il candidato interno dell’ufficio stampa non sarebbe riuscito a gestire entrambi gli incarichi. L’Asl aveva risposto che quel candidato non aveva i «presupposti». —

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